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LA QUOTAZIONE

Ipo stellare, Xiaomi punta a 100 miliardi di dollari

Morgan Stanley, Goldman Sachs, Credit Suisse e Deutsche Bank assisteranno il vendor di Pechino pronto a espandersi sui mercati occidentali, Stati Uniti compresi, con smartphone e wearables

15 Gen 2018

Patrizia Licata

giornalista

Il produttore cinese di smartphone Xiaomi ha scelto le banche Morgan Stanley e Goldman Sachs per assisterla nella sua prossima quotazione in Borsa, a fianco di Credit Suisse e Deutsche Bank, secondo quanto riporta Bloomberg. Xiaomi non ha ancora deciso su quale Borsa si quoterà e quando, ma secondo l’agenzia di stampa l’Ipo avverrà nella seconda metà di quest’anno e dovrebbe valutare l’azienda circa 100 miliardi di dollari, rendendo l’operazione la più grande di sempre dopo il debutto in Borsa di Alibaba (25 miliardi di dollari nel 2014).

Dopo un 2016 in contrazione, Xiaomi l’anno scorso ha recuperato posizioni rinnovando i modelli e conquistando spazi sul mercato indiano a danno della rivale Samsung. Xiaomi è così riuscita a centrare l’obiettivo di vendite per il 2017, a quota 100 miliardi di yuan o 15 miliardi di dollari. Agli analisti che si chiedono se il vendor di Pechino valga davvero 100 miliardi di dollari, il mercato sembra aver già dato la risposta: le azioni delle concorrenti Lenovo e Zte sono scese a Hong Kong dopo la notizia della selezione delle banche per l’Ipo (notizia per ora non confermata né dal vendor cinese né dalle banche citate da Bloomberg).

L’obiettivo del presidente e co-fondatore di Xiaomi Lei Jun è di espandersi sui mercati sviluppati; per ora gli smartphone Mi di Xiaomi hanno una diffusione concentrata soprattutto in Cina e in Asia, ma l’azienda ha fatto capolino in Spagna l’anno scorso. La strategia prevede anche di consolidare la presenza in India e Russia e di avviare il dialogo con gli operatori mobili americani per entrare negli Stati Uniti, la patria degli iPhone, i telefoni che Xiaomi h imitato nei suoi modelli tanto da essere stata definita la “Apple cinese”. Xiaomi non è però solo smartphone: l’azienda di Pechino ha investito in diverse start-up creando un ecosistema da 20 miliardi di yuan di fatturato nel 2017 e accomunato dal suo brand “Mi“, che le permette di offrire prodotti che vanno dai device wearables alle vaporiere per riso.

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