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MERCATO

La guerra dello streaming, la Netflix cinese punta ai dollari per crescere

La Internet company cinese Baidu prepara la quotazione negli Usa della sua piattaforma in streaming iQiyi. Per gli analisti vale 8 miliardi di dollari e vuole crescere con contenuti originali per competere con i canali video di Alibaba e Tencent

14 Feb 2018

Patrizia Licata

giornalista

La Internet company cinese Baidu ha il vento in poppa: dopo i risultati deludenti del 2016, nel 2017 le revenues crescono del 20%, a 84,8 miliardi di yuan, con un’accelerata nel quarto trimestre, quando il fatturato ha totalizzato 23,6 miliardi di yuan (più di 3,7 miliardi di dollari), pari a un incremento del 29% rispetto al risultato del quarto trimestre 2016; l’utile operativo del quarto trimestre ammonta a 734 milioni di dollari (+118% anno su anno). E ora il gruppo di Pechino è pronto a quotare negli Stati Uniti la sua divisione del video online iQiyi, un servizio simile a quello di Netflix che Baidu vuole far crescere infondendo nuovo cash che permetterà di potenziare i contenuti.

Nota come la Google cinese, Baidu è attiva in diversi rami di business simili a quelli della concorrente americana, non solo il motore di ricerca Internet ma anche le tecnologie di intelligenza artificiale e i sistemi per la guida autonoma. La divisione per la distribuzione di contenuti in video streaming, iQiyi, è simile alle statunitensi YouTube e Neflix ma fa concorrenza soprattutto alle piattaforme video dei colossi cinesi Tencent e Alibaba.

Proprio per competere con Tencent Video e Youku Tudou di Alibaba, iQiyi ha speso un totale di oltre 2 miliardi di dollari per comprare contenuti, pari al 15,8% dei suoi costi, e gli investimenti crescono di anno in anno. Con Netflix iQiyi ha stretto un accordo di licensing per allargare la sua offerta con programmi in inglese. Proprio come Netflix, iQiyi brucia cash per alimentare la sua crescita, sottolinea il Financial Times, e la quotazione in Borsa negli Stati Uniti darebbe nuova disponibilità di contante a sostegno degli investimenti. Baidu non ha per ora fornito dettagli sull’Ipo ma ha indicato di voler restare l’azionista di controllo. Secondo Reuters Breakingviews, iQiyi potrebbe valere 8 miliardi di dollari o anche più.

“L’Ipo rafforzerebbe la posizione di iQiyi sul mercato e le darebbe nuovo cash per comprare contenuti o anche per produrre contenuti originali”, afferma Ni Shuang, analista di Pacific Securities a Pechino, aggiungendo che il potenziamento della propria piattaforma aiuterebbe iQiyi anche a restare competitiva rispetto a rivali più attrezzate. L’azienda cinese ha detto che i costi dei contenuti sono aumentati del 70% l’anno scorso, per un totale di 13,4 miliardi di yuan, e che quest’anno si prevedono incrementi simili.

Per Baidu il core business della ricerca e del news feed su Internet restano di gran lunga l’entrata principale e il fatturato che garantiscono (20,4 miliardi di yuan nel quarto trimestre, con un incremento del 26,3% anno su anno) è essenziale per finanziare le attività innovative del gruppo, tra cui spicca lo sviluppo di software per l’intelligenza artificiale, ha sottolineato il Ceo di Baidu, Robin Li. In particolare, Baidu prevede di potenziare la spesa in ricerca e sviluppo per la sua piattaforma Apollo, una serie di strumenti open source basati sull’AI per il settore della guida autonoma e da cui l’azienda cinese si aspetta “ricavi consistenti” nei prossimi anni.

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