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TECNOLOGIE

Salesforce salta sul carro della blockchain: più sicurezza per il cloud

La società mette a punto una serie di strumenti per fornire connessioni sicure ai clienti che lavorano con partner esterni. E aderisce alla “Blockchain in transport alliance” per il miglioramento della supply chain

30 Mag 2019

Antonio Dini

Da un lato c’è quella che con tutta probabilità è la bolla delle criptovalute, in attesa di scoppiare da un giorno all’altro. Ma dall’altra c’è la nuova era delle blockchain, la tecnologia abilitante che è però molto più che non un semplice modo per coniare soldi online. E se n’è accorta anche Salesforce, in ritardo da questo punto di vista, che però ha deciso di aprire un nuovo filone di prodotti e servizi cloud per i suoi clienti.

L’azienda ha infatti presentato un servizio di blockchain nel tentativo di stare al passo con i suoi concorrenti nel settore dei libri mastri digitali, i ledger, entrando a far parte così di un club sempre più numeroso di aziende che stanno cercando di sfruttare la tecnologia emergente delle blockchain.

La piattaforma blockchain di Salesforce consentirà ai clienti dell’azienda di creare reti per trasferire in modo sicuro i dati con partner e altre terze parti. Il prodotto “low-code”, come lo ha definito Salesforce in un comunicato che ne ha annunciato il lancio, si integrerà con la piattaforma di sviluppo Lightning.

Salesforce ha incrementato i suoi sforzi di arrivare ad avere un vero e proprio prodotto blockchain dallo scorso anno. Il co-amministratore delegato Marc Benioff ha dichiarato nel marzo 2018 che sperava di integrare “blockchain e criptovalute” nella piattaforma di Salesforce entro settembre dello scorso anno. Non ce l’ha però fatta. Lo scorso anno l’azienda, che è una delle più grandi nel mercato nel software di relazioni con la clientela (Crm) si è unita alla “Blockchain in Transport Alliance“, che si concentra sul miglioramento della supply chain.

“Ci è sembrata – ha detto Bret Taylor, responsabile dei prodotti di Salesforce durante l’evento annuale che si è tenuto a San Francisco – un’opportunità unica per noi per mostrare come possiamo fare in modo che i clienti possano lavorare con i loro partner in modo distribuito e sicuro”. Taylor è convinto che i clienti dell’azienda sperimenteranno differenti modi di utilizzare la tecnologia.

La domanda che ancora molti si fanno è che cosa sia la blockchain. Si tratta di un database con una caratteristica unica che garantisce l’affidabilità delle transazioni. La blockchain infatti può utilizzare migliaia o milioni di computer per verificare le transazioni e questa struttura distribuita elimina i rischi che derivano dal fatto che le informazioni vengano conservate da una singola entità centrale.

Mentre l’entusiasmo sulle criptovalute si è raffreddato, le aziende di cloud computing si sono affrettate a sviluppare soluzioni blockchain che permettano di raccogliere sempre più valore. Ibm ha già più di mille dipendenti assegnati a progetti relativi alla blockchain e la società collabora con molti consorzi mondiali per aiutarli a utilizzare registri digitali per progetti come il monitoraggio della supply chain. Il più grande produttore mondiale di software, Microsoft, ha presentato questo mese un servizio blockchain che consente agli utenti di creare e gestire i registri digitali con pochi clic. All’inizio di quest’anno Oracle ha aggiunto nuove funzionalità alla sua piattaforma per accelerare lo sviluppo e l’implementazione di applicazioni blockchain.

Salesforce ha dichiarato che alcuni clienti stanno già testando il suo nuovo prodotto blockchain. Tra queste, la società di convalida delle etichette per farmaci Iqvia, S&P Global Ratings e la Arizona State University. Salesforce ha dichiarato che lo strumento sarà disponibile per tutti nel 2020.

Sarà una rivoluzione istantanea? Probabilmente no. Salesforce non si aspetta un aumento della domanda fin dall’inizio. Prima di vedere una richiesta in entrata di grandi dimensioni, secondo l’azienda è necessario che i clienti allineino i loro gruppi dedicati alla blockchain con il resto della loro attività decidano di utilizzare la tecnologia per risolvere problemi di ampie dimensioni. Questo almeno secondo Adam Caplan, vicepresidente delle tecnologie emergenti di Salesforce. L’azienda durante lo sviluppo di questo prodotto ha intervistato e parlato con oltre 100 clienti, per arrivare ad avere qualcosa di utile fin da subito.

Infatti, anziché sviluppare il software da zero, Salesforce ha creato la sua piattaforma blockchain su Hyperledger, un software open source lanciato nel 2016 il cui sviluppo è stato guidato da Ibm e altri big del mercato. Hyperledger è il progetto in più rapida crescita tra più di 70 organizzazioni open source avviate da Linux Foundation.

Salesforce deve lavorare ancora molto per recuperare il tempo perso, soprattutto nella ricerca di clienti importanti e di grandi dimensioni da coinvolgere nel progetto. Ibm, ad esempio, sta già lavorando a progetti blockchain con aziende come Maersk e Walmart. Salesforce parte sostanzialmente da zero.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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