LA TRIMESTRALE

Smartphone, crollano le vendite. Si salva solo Xiaomi

Il Coronavirus impatta su tutti i produttori e il primo quarter 2020 chiude a -20,2% anno su anno. Huawei la più penalizzata anche se resta seconda per volumi davanti a Apple. Male anche Samsung e Oppo. Controtendenza per il brand Redmi, molto forte nel canale online

03 Giu 2020

Antonio Dini

L’impatto della pandemia, del lockdown e della conseguente incertezza economica ha già portato al crollo delle vendite degli smartphone nel primo trimestre del 2020. Secondo Gartner il comparto ha lasciato su strada il 20,2% anno su anno, con impatti su tutti i produttori.

La pandemia ha causato il peggior declino di sempre nel mercato della telefonia mobile – sottolinea Anshul Gupta di Gartner –. La maggior parte dei principali produttori cinesi e Apple sono stati colpiti molto duramente dalla chiusura delle fabbriche in Cina e dalla diminuzione delle spese dei consumatori a causa del lockdown”.

Al netto di Xiaomi, che nel primo trimestre è cresciuta dell’1,4% anno su anno, tutti gli altri produttori hanno visto un calo significativo. Samsung ha perso il 22,7%, Huawei il 27,3%, Oppo il 19,1% e il resto del mercato il 24,2%. Apple è riuscita a contenere il calo all’8,2% grazie a una linea di prodotti commercialmente molto forte, a una minore dipendenza dalla Cina per gli approvvigionamenti (rispetto a Huawei, Oppo o Vivo) e al rapido sblocco della produzione, oltre che all’efficienza del servizio di vendita online, evidenzia Gartner.

“Apple ha avuto un inizio anno molto forte con i suoi nuovi prodotti. Se non fosse stato per il coronavirus, avrebbe probabilmente superato il precedente record vendita – sottolinea Annette Zimmermann di Gartner –. Tuttavia, a febbraio i problemi della catena dei fornitori e il calo della spesa dei consumatori hanno fermato il trend positivo. Ma la capacità di servire i clienti online e di far tornare la produzione a livelli normali già a fine marzo le ha fatto riacquistare la spinta positiva verso il mercato”.

Samsung ha cercato di far crescere le scorte sul canale di vendita in preparazione per il lancio di nuovi modelli ma secondo Gartner l’inefficienza del canale online combinata con il lockdown ha dato come risultato vendite molto ridotte rispetto agli anni precedenti. “Tuttavia il calo nelle vendite avrebbe potuto essere molto maggiore”, evidenzia Gupta tenendo conto che l’azienda ha fabbriche fuori dalla Cina e una limitata presenza nel Paese.

Huawei è secondo Gartner il produttore che ha registrato il calo maggiore. Ma l’azienda è anche riuscita a tenere la seconda posizione per volumi di vendita, con 42,5 milioni di apparecchi davanti ad Apple con 41 milioni. “Huawei avrà un anno molto difficile perché l’ecosistema Huawei Mobile System manca del Play Store di Google e delle app più popolari presenti nel sistema. È improbabile che riuscirà ad attrarre nuovi acquirenti nei mercati internazionali per i suoi smartphone”, è la stima di Gartner.

Oppo ha sofferto a causa del calo delle vendite offline, con la penalizzazione della distribuzione fisica che è tradizionalmente il suo punto di forza, e la società di analisi ritiene quindi che l’azienda in prospettiva debba lavorare per rafforzare il suo canale online. Il sostanziale pareggio di Xiaomi, che ha venduto 27,8 milioni di pezzi nel trimestre rispetto ai 27,4 milioni dello stesso trimestre dell’anno prima, secondo Gartner è invece dovuto alla focalizzazione dell’azienda sul marchio Redmi, alla sua internazionalizzazione e all’efficacia del suo canale di vendita online.

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