MOBILE BROADBAND

4G, velocità senza controllo

Bisogna fare chiarezza: la comunicazione delle prestazioni deve diventare più trasparente

12 Mag 2014

Cristoforo Morandini, Associated Partner Between

La storia si ripete. I più attenti osservatori delle vicende della banda larga si ricorderanno il lancio dei primi servizi broadband mobili, che venivano pubblicizzati con velocità nominali leggermente superiori a quelle della banda larga fissa. Anche se oggi è passato un po’ di moda declamare la velocità, basta attivare uno speedtest su rete 3G per scoprire velocità di download spesso di gran lunga superiori a quanto rilevabili sull’Adsl di base a casa. Sappiamo che non bisogna guardare solo al download, che contano anche upload, latenza, stabilità, copertura indoor e così via, ma rimane l’effetto destabilizzante che la lettura di queste prestazioni può avere sul consumatore finale.

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Se poi si avventuriamo nel mondo del 4G scopriamo che si può ampiamente superare la soglia dei 30 Mbit/s in download e quella dei 10 Mbit/s in upload, sebbene con un’elevata variabilità delle prestazioni, come dimostrano i dati Agcom. Tutto questo, mentre i più recenti dati Akamai sanciscono che la velocità media dei collegamenti da rete fissa è attorno a 5,2 Mbit/s, anche se le prestazioni della banda ultra larga fissa – laddove disponibili – mantengono le attese con velocità superiori a 30Mbit/s. Cosa fare a questo punto per fare maggiore chiarezza? Una possibilità è quella di seguire la strada intrapresa con le offerte di rete fissa, che sono corredate dall’impegno sulle prestazioni minime garantite e la conseguente possibilità di recesso in caso di mancato rispetto. Una strada invece alternativa, più semplice e magari ancora più efficace, è quella di rendere sempre più trasparente e chiara la comunicazione delle prestazioni effettivamente raggiungibili.