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IL CASO

5G, asta tedesca a quota 1 miliardo. Le telco: “A rischio il roll-out”

Non si placano le proteste dei grandi operatori al decimo giorno di rilanci. Per il ceo di Deutsche Telekom, Tim Hoettges, il governo sta artificialmente creando penuria di spettro per far salire i prezzi

28 Mar 2019

Patrizia Licata

giornalista

L’asta tedesca del  5G, giunta al 75mo round, ha raggiunto un valore di 1,03 miliardi di euro: a tanto ammontano le offerte complessive dei quattro operatori di telecomunicazione che si contendono i blocchi di frequenze, come reso noto dalla Federal network agency tedesca (BNetzA).

L’asta ha preso il via dieci giorni fa; in palio ci sono 41 blocchi di frequenze per un totale di 420 MHz di spettro (bande da 2 GHz e 3.6 GHz). Quattro gli operatori in corsa: Deutsche Telekom, Vodafone, Telefonica Deutschland  e la new entry 1& 1 Drillisch. Il governo punta a  raccogliere almeno 3 miliardi di euro.

Al momento, nella banda dei 2 GHz, Vodafone ha offerto la cifra più alta, arrivando a 58,9 milioni di euro, seguita da Deutsche Telekom che ha messo sul piatto 54,1 milioni per diversi blocchi. 1&1 Drillisch ha alzato la posta fino a 53,5 milioni per un solo blocco, mentre Telefonica è disposta a sborsare un massimo di 38,2 milioni.

Nella banda dei 3.6 GHz, Telefonica ha offerto la cifra più alta, salendo a 26,8 milioni di euro per un blocco, seguita da Deutsche Telekom con 26,2 milioni per due blocchi e da Vodafone con 26 milioni per diversi blocchi, mentre 1&1 Drillisch ha messo sul piatto un massimo di 8,6 milioni di euro.

Le condizioni dell’asta del 5G ha fin dall’inizio scatenato le contestazioni delle telco contro il governo: gli operatori temono una gara succhia-sangue dettata da un calcolo politico che toglierebbe alle telco le risorse necessarie per investire nelle stesse reti 5G. Berlino, però, è ansiosa di ricavare il massimo dalla vendita delle frequenze per investire sulla rete nazionale di banda ultralarga.

Ancora oggi il ceo di Deutsche Telekom, Tim Hoettges, è tornato all’attacco, affermando che il modo in cui viene condotta l’asta del 5G in Germania sta creando una penuria di spettro che potrebbe far salire i costi degli operatori e privarli delle risorse necessarie per costruire le reti di nuova generazione. “Si sta crando artificialmente una scarsità di risorse pubbliche e questo potrebbe far salire i prezzi”, ha affermato Hoettges al meeting generale del gruppo telefonico a Bonn. “Alla fine, si resta senza soldi per il roll-out”.

A inizio marzo Deutsche Telekom, Vodafone, Telefonica e Freenet hanno fatto causa in extremis contro il governo sui termini dell’asta 5G chiedendo un’ingiunzione per fermare la gara. La corte amministrativa di Colonia ha respinto la richiesta definendo legittime le regole disegnate dalla Federal network agency. Ma il procedimento è in corso e le telco sostengono che, se alla fine otterranno ragione, i risultati della gara potrebbero essere invalidati o modificati.

Il regolatore tedesco ha anche riservato alcune frequenze all’impiego nell’Industria 4.0, ovvero a oggetti connessi e sensori nelle fabbriche smart. Si tratta di spettro nelle bande 3.8 Gigahertz e 26 Gigahertz che sarà assegnato entro fine anno con licenze regionali a gruppi industriali per realizzare reti dedicate per strutture produttive e di ricerca nell’ambito del programma  Industrie 4.0.

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