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LA VISION

Ekudden: “La vera sfida? La tecnologia deve diventare abilitatore di competenze”

Il Cto di Ericsson: “La realizzazione della società connessa implica un’evoluzione delle reti che avrà impatti importanti anche sui sistemi di produzione e sulla modalità di aumentare le competenze”

24 Ott 2018

Federica Meta

Giornalista

Non solo una rivoluzione della connettività ma una rivoluzione nel modo di funzionare nei sistemi di produzione e nella società. E’ questa la convinzion che anima la strategia di Ericsson verso la leadership sul 5G.

A raccontarla Erik Ekudden, chief technology officer della multinazionale svedese in occasione dell’Ericsson Day Italia che quest’anno celebra i 100 anni della società.

“La nostra parola d’ordine – ha evidenziato il cto – è collaborazione. Ericsson ha messo in campo partnership con 41 operatori, 22 partner industriali e 45 università per spingere la realizzazione della 5G society sia laddove la tecnologia è già in stato avanzato, come negli Usa, in Cina ma anche in Italia, sia dove lo è meno”.

Progetti come 5G for Europe sono esemplificativi della strategia della società svedese. “5G for Europe – ha spiegato Ekudden – riunisce importanti  attori delle industrie, il settore pubblico e prestigiose università di tutta Europa per rafforzare la competitività del continente e massimizzare i benefici della società connessa. Il programma si concentra su ricerca, innovazione e progetti pilota che utilizzano le reti 5G di prossima generazione come abilitatore. Puntiamo a facilitare la digitalizzazione delle industrie  in maniera efficace, a creare nuovo valore e a rafforzare la competitività dell’industria europea”.

Anche in Italia Ericsson ha lanciato un programma ad hoc: 5G for Italy è la prima iniziativa in Italia che intende aggregare industrie, istituzioni, università, centri di ricerca, amministrazioni locali e piccole e medie imprese per sviluppare e testare nuovi servizi e progetti pilota che si avvalgono della tecnologia 5G.” I principali settori di analisi sono le Smart City, l’Internet of Things, l’Industria 4.0, il Trasporto e la Smart Agricolture”, ha ricordato il cto.

“Le nuove funzionalità del 5G garantisono una grande flessibilità, requisiti energetici più bassi, maggiore capacità e larghezza di banda, sicurezza, affidabilità e incredibili velocità di trasmissione dei dati, nonché una minore latenza – ha evidenziato il manager – Per questo il 5G apporterà notevoli miglioramenti nelle prestazioni per supportare future nuove applicazioni, che avranno un impatto positivo sia sugli utenti, sia sull’industria”.

La società connessa che ha in mente Ericsson poggerà su 5 pilastri, a cominciare dal “zero touch”. “Si tratta di portare le industrie verso l’automazione totale – ha spiegato Ekudden – Per farlo Ericsson punta alla semplificazione del network e della gestione dei dati. Si tratta di una tendenza, quella dell’automazione, propedeutica alla realizzazione di sistemi cyber-fisici che contribuiamo a realizzare portando l’IoT a un livello di sofisticazione più elevato”.

Il terzo pilastro riguarda la “trust technology for security assurance. “La nostra soluzione di security management – ha detto il manager – non è solo tecnologia ma un abilitatore di fiducia delle imprese che scelgono le nostre piattaforme”.

“Ubiquitous, capacity radio” è il core business di Ericsson. “La giga society abilitata  dal 5G necessita di elevare le capacità di comunicazioni radio ed Ericsson sta lavorando in questa direzione”. Il quinto e ultimo pilastro, il più avvenieristico, è “l’internet of skill”. “La quinta generazione mobile non abilita solo nuove reti e nuove modalità di connessione, abilita le competenze e le capacità umane”. Ed è questa la sfida più importante che Ericsson si appresta a raccogliere.

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