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FREQUENZE

5G, Giacomelli: “Banda 700 Mhz, nessun ritardo. Italia in linea con l’Europa”

Il sottosegretario alle Comunicazioni conferma gli impegni con la Ue: entro il 2022 liberazione delle frequenze e sul nodo interferenze “partita risolta entro novembre”. Annunciati i primi test sulle connessioni di nuova generazione. Operazione banda 900-1800 Mhz: “Certezza agli operatori sugli investimenti”

09 Nov 2016

Andrea Frollà

L’Italia “è profondamente convinta della bontà della tecnologia 5G, tanto che nel 2017 la sperimenteremo in tre città, una al nord una al centro e una al sud, utilizzando parte dello spettro”. Lo annuncia il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli, intervenendo a margine del 5G Global Event in corso a Roma. Il rinnovo anticipato di un anno nelle bande 900 e 1800 Mhz per gli operatori mobili (qui i dettagli esclusivi svelati CorCom della Legge di Stabilità) “non è un obbligo ma un’opportunità ed è finalizzato anche a consentire una base di sviluppo per il 5G”.

Le previsioni del Governo consentiranno “di allineare tutte le scadenze al 2029 dando la certezza agli operatori per fare gli investimenti”, aggiunge Giacomelli rispondendo ai cronisti che gli chiedevano del presunto malumore del futuro nuovo entrante sul mercato Xavier Niel in merito all’anticipo di un anno del pagamento.

Riguardo alla liberazione della banda 700 Mhz, base per la spinta sul 5G: “Non siamo in ritardo. Saremo perfettamente in linea con le decisioni dell’Ue” ha detto il sottosegretario. Il piano per la transizione comincerà alla fine del 2019 per poter concludersi nel 2022 secondo anche quanto previsto dalle nuove normative approvate dal Consiglio Ue e in via di approvazione dal Parlamento Ue.

Rassicurazioni all’Europa anche sul fronte delle interferenze sui Paesi confinanti: il problema sarà risolto “entro novembre”.

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