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IL CASO

5G, sale la tensione Usa-Germania: a rischio la collaborazione sull’intelligence

L’ambasciata americana a Berlino avverte il governo di Merkel: stop al data sharing se per le infrastrutture vengono usate apparecchiature realizzate da produttori “non affidabili”. Ecco cosa sta succedendo

12 Mar 2019

Antonio Dini

Questa volta è l’ambasciata americana a Berlino, in un clima da guerra fredda digitale, a dichiarare lo scorso lunedì: l’uso di apparecchiature realizzate da produttori “non affidabili” nelle reti 5G potrebbe mettere a repentaglio la futura condivisione di informazioni di intelligence da parte del governo degli Stati Uniti. Vale a dire: a rischio la collaborazione su uno dei canali più riservati e importanti tra alleati attraverso l’Atlantico.

La dichiarazione arriva dopo che la stampa americana aveva anticipato una inchiesta nella quale viene per la prima volta riportato un avvertimento formale di Washington a Berlino sulle conseguenze di un eventuale uso di apparecchiature esplicitamente prodotte dalla cinese Huawei per la rete 5G tedesca. Un portavoce dell’ambasciata americana a Berlino, ha poi però rifiutato di commentare specificamente l’inchiesta pubblicata dal Wall Street Journal.
Tuttavia, il portavoce ha poi confermato che l’uso di venditori non fidati nelle reti mobili degli alleati potrebbe sollevare domande sull’integrità e la riservatezza delle comunicazioni sensibili all’interno di un Paese, e tra quel Paese e i suoi stessi alleati.

«Questo – ha detto il portavoce dell’ambasciata americana – potrebbe in futuro compromettere la cooperazione e la condivisione delle informazioni. Stiamo cercando di coinvolgere continuamente i nostri alleati su come proteggere le nostre reti di telecomunicazioni per garantire la continuità dell’interoperabilità».
L’ambasciatore degli Stati Uniti Richard Grenell aveva diffuso l’avvertimento in una lettera inviata al ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier lo scorso venerdì, secondo le ricostruzioni della stampa americana. Un portavoce di Altmaier ha detto che la lettera formale è stata ricevuta dall’ambasciata e il ministero risponderà in modo tempestivo. «La lettera viene valutata», ha detto il portavoce, anche se ha rifiutato di fornire dettagli sul suo contenuto.

Altmaier ha detto lunedì sera durante un talk show televisivo che la Germania non vuole bandire Huawei, ma cambierebbe le sue leggi per garantire che tutti i componenti utilizzati nelle reti 5G siano sicuri. I cambiamenti legali sono ancora in via di definizione da parte della coalizione di governo tedesca, ha detto il portavoce del ministero. L’esclusione dalle reti 5g degli apparati di Huawei, uno dei principali fornitori di apparecchiature di reti in Europa, causerebbe un ritardo di almeno due anni e un aumento consistente dei costi per i principali operatori che stanno lavorando alla realizzazione delle reti mobili 5G in questi mesi.

Nella sua lettera, Grenell ha detto che le società cinesi, ai sensi della legge di quel Paese, possono essere tenute a sostenere le agenzie di sicurezza cinesi e che le ispezioni del software Huawei non possono garantire con tutta sicurezza che non ci siano delle vulnerabilità.

La battaglia con Huawei è uno dei tanti conflitti nelle dispute di Washington con la Cina, ma sta anche esacerbando le tensioni nei rapporti tra Stati Uniti e Germania che sono già tese sul gasdotto Nord Stream 2, e gli accordi sul commercio nucleare iraniano del 2015.

Gli Stati Uniti e la Cina hanno speso la maggior parte del 2018 combattendo a suon di tariffe di importazione su miliardi di dollari di valore delle merci di ciascuno dei Paesi. L’anno si è concluso con l’arresto in Canada della Cfo di Huawei, figlia del fondatore, su richiesta degli Stati Uniti. L’arresto ha provocato reazioni sia politiche che popolari in Cina. Huawei stessa sta contrattacando in sede legale negli Usa per dimostrare, dal suo punto di vista, di non aver alcun tipo di “backdoor” o sonda di spionaggio collegata a Pechino. I funzionari degli Stati Uniti, riporta la stama americana. sono sempre più esasperati riguardo a quella che considerano “una grande ingenuità” della Germania sulle potenziali minacce alla sicurezza da parte dei cinesi.

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