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NUOVE RETI

5G, a Bologna nasce il tavolo metropolitano

La gruppo di lavoro riunisce i Comuni dell’area bolognese. Obiettivo: informare i cittadini su potenzialità ed eventuali rischi

25 Ott 2019

Questa estate il Comune di Bologna aveva deciso di dare vita a un Tavolo permanente sul 5G – coordinato dagli Assessori Marco Lombardo e Giuliano Barigazzi – con Ausl, Arpae, Istituto Ramazzini, operatori telefonici, comitati di cittadini, Soprintendenza, per mettere a disposizione della cittadinanza un patrimonio di conoscenza comune rispetto a questo tema, non minimizzando da un lato i possibili rischi sulla salute ed evitando dall’altro allarmismi non giustificati da dati scientifici.

Il Tavolo in questi mesi ha già prodotto alcuni risultati sia in termini di dinegate autorizzazioni all’istallazione che di concertata localizzazione di impianti 5G.

Ora questo strumento diventerà metropolitano allo scopo di allineare Comuni e strutture tecniche (Arpae, Suap ecc) coinvolti nell’iter autorizzativo delle antenne 5G.

La decisione è stata presa questa mattina durante l’incontro dell’Ufficio di Presidenza della Conferenza metropolitana dei sindaci a Palazzo Malvezzi, presieduto dal sindaco metropolitano Virginio Merola e composto dai presidenti delle 7 Unioni di Comuni della città metropolitana, a cui hanno partecipato gli assessori di Bologna Barigazzi e Lombardo, e i tecnici Paolo Pandolfi dell’Ausl e Gianluca Mazzini di Lepida.

“Non c’è nessun allarme in corso. Gli allarmi li certifica l’Istituto superiore di sanità, non il singolo sindaco – fanno sapere dall’Ufficio di Presidenza – L’Istituto Superiore di Sanità ha appena completato uno studio che definisce come ‘non necessarie modifiche sostanziali agli standard internazionali di prevenzione’. Non possiamo creare disorientamento nei cittadini andando in ordine sparso su questi temi.

I tecnici  hanno spiegato chiaramente che il limite di legge di 6 volt/metro è il medesimo delle tecnologie precedenti già in funzione (peraltro molto più basso del resto d’Europa). Quindi l’eventuale aumento delle antenne non porterebbe ad un aumento dell’esposizione massima per la quale c’è appunto questo limite di legge.

“Normativamente peraltro siamo ancora alla legge Gasparri del 2003 che riconosce le radiofrequenze come servizio pubblico – precisano dall’Ufficio – I Comuni non possono quindi interdire su tutto il territorio comunale l’esercizio di questa funzione (come affermato da numerose sentenze del Tar e Consiglio di Stato) se i limiti di legge vengono rispettati. Ci sono diversi studi scientifici che affrontano il tema e tutti concludono che non sono necessarie modifiche dei limiti previsti attualmente”.

Sul tema si è deciso infine di convocare una Conferenza metropolitana dedicata per venerdì 8 novembre.

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