FREQUENZE

5G, liberata la banda 700. Ma scoppia il caso Comuni montani

Si è concluso il processo di riorganizzazione dei canali Tv. Ma nelle aree remote difficoltà di ricezione dopo la decisione di Ei Towers di spegnere i ripetitori che servono meno di 500 utenti. L’Uncem chiama in causa il Mise, interrogazione del Pd al ministro Giorgetti

04 Lug 2022

F. Me

ASCANI

Le frequenze della banda 700 sono ad uso del 5G in tutta Italia. Si è infatti concluso il processo di riorganizzazione dei canali Tv sulle nuove frequenze effettuato dal Mise.

“Lo sforzo del governo è stato decisivo, insieme all’impegno degli operatori del settore e dei cittadini – ha spiegato Anna Ascani, sottosegretaria al Mise e vicepresidente del Pd – Il nuovo passo verso la nuova tv digitale ha coinvolto gli operatori del settore, nazionali e locali, e i cittadini, sostenuti dai bonus governativi: una misura utilizzata da più di 4 milioni di famiglie italiane”.

Il refarming però ha causato problemi nella ricezione del segnale Tv nelle aree remote come denunciato da Uncem. Ei Towers (dunque Mediaset) avrebbe infatti  spento tutti i ripetitori che servono meno di 500 utenti. “Una decisione inaccettabile, che getta Sindaci nello sconforto. Tanto più all’avvio della stagione turistica, che porta moltissimi a riaprire le seconde case e a scoprire che non vedranno la Tv”, avvertono le comunità montane.

“Perché, se il tvsat, la parabola satellitare, è l’unica buona soluzione non è stato previsto già un anno fa o due, un fondo nazionale da 5 milioni di euro (cifra assolutamente possibile) per consentire voucher per i cittadini residenti e “villeggianti”? – si legge nella missiva inviata al Mise – Perché non individuare oggiuna soluzione tecnologica con Rai, Asstel, RaiWay, Anfov , che consenta ai Comuni di risolvere un problema ad esempio con un ripetitore “collettivo”, di frazione, di borgata?”.

Secondo l’Unione delle Comunità montane serve agire in fretta. “Dobbiamo insieme dare risposte a un problema. La montagna ha molteplici sfide da affrontare in questi giorni. Ma questa, legata alla Tv che non si vede, non è meno importante – prosegue Uncem – Non servono molte risorse economiche. Di certo, operatori come Mediaset non possono agire unilateralmente. E da anni proponiamo di usare una parte del gettito aggiuntivo del “canone tv” per un’azione di superamento del divario digitale. Peraltro anche il Pnrr potrebbe – o meglio, doveva – dare più risposte in tal senso. Invece rischiano di aumentare i divari”.

L’interrogazione del Pd

Sulla decisione di Mediaset di spegnere il segnale nelle zone con meno di  utenti, è intervenuto il Pd che si è rivolto al ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. Il deputato Enrico Borghi, ha depositato un’interrogazione parlamentare in cui ricorda che “nei territori montani ove non sono presenti ripetitori di proprietà Rai, attraverso la società Raiway, gli Enti locali hanno dovuto, negli ultimi sei mesi, procedere ad adeguamenti tecnologici dei ripetitori televisivi di loro proprietà, non senza molteplici difficolta’ nello scambio di informazioni con ministero e Regioni” e che “i cittadini residenti nei territori montani hanno riscontrato difficolta’ nella ricezione del bouquet televisivo, non risolvibili con la risintonizzazione dei loro apparecchi e neppure con l’acquisto di ulteriori decoder”.

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A seguire il punto importante : “L’Operatore delle torri Ei Towers – per Mediaset – avrebbe spento, nei giorni scorsi, senza preavviso per gli Amministratori locali e per gli Utenti, gli impianti di trasmissione radiotelevisiva del Paese che coprono meno di 500 utenti e i Sindaci non hanno avuto chiare informazioni dal ministero dello Sviluppo economico circa le azioni da attivare per l’adeguamento dei ripetitori televisivi di loro proprieta’, nonche’ le informazioni da dare a cittadini residenti e numerosi possessori di ‘seconde case’ nei territori montani, che restano sprovvisti di segnale televisivo e dunque di servizio”. Da qui l’iniziativa di sindacato ispettivo del Pd per conoscere “le iniziative messe in atto dal ministero a supporto degli Enti locali proprietari di impianti di trasmissione radiotelevisiva, per affrontare il cambio di frequenze e le modifiche tecnologiche imposte dai nuovi standard statali e per evitare lo spegnimento dei ripetitori di proprieta’ Ei Towers – Mediaset avvenuto nei giorni scorsi nelle aree appenniniche e alpine”.

Il Dvb-T2

Il Dvb-T2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial) è lo standard di ultima generazione per le trasmissioni sulla piattaforma digitale terrestre del consorzio europeo Dvb.

Il passaggio al nuovo standard consente un miglioramento della qualità visiva e dell’alta definizione e il rilascio delle frequenze in banda 694-790 MHz, la cosiddetta “banda 700”, per i servizi mobili 5G.

In Italia, per consentire un uso più efficiente dello spettro a fronte della liberazione della banda 700 MHz, appena conclusa,  è stata disposta a partire da gennaio 2023 l’attivazione dello standard trasmissivo Dvbt-2 a livello nazionale. Da tale data non sarà più possibile la ricezione delle trasmissioni televisive se non con apparecchi di nuova generazione, oppure, se acquistati prima del dicembre 2018, resi idonei alla ricezione da apposito decoder.

Per agevolare la migrazione tecnica di un’ampia parte della popolazione verso il nuovo standard, la completa dismissione dell’attuale standard trasmissivo e di codifica Dvbt/Mpeg-2 si completerà entro dicembre 2022.

Passaggio alla codifica Mpeg-4

Con il  decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 21 dicembre 2021 è stata fissata lo scorso 8 marzo 2022 l’attivazione in tutta Italia della codifica Mpeg-4 per la trasmissione di tutti i programmi delle emittenti televisive nazionali.

I canali che trasmessi in Mpeg-4 e visibili in alta qualità sono posizionati tra il numero 1 e 9 e dal numero 20 del telecomando. Ad esempio, il canale Rai 1 HD, visibile al numero 501, è spostato al numero 1.

Tutti i canali che saranno trasmessi con la nuova codifica Mpeg-4 potranno essere visualizzati correttamente solo da televisori e decoder in grado di supportare l’HD (alta definizione).

Inoltre, per visualizzare correttamente questi programmi è necessario effettuare la risintonizzazione del proprio televisore o decoder al momento del passaggio alla nuova tecnologia trasmissiva.

I bonus Tv

  • Il Bonus Tv decoder. Il MiSE ha previsto una tutela per i consumatori con minore capacità di spesa attraverso l’erogazione di un Bonus TV – Decoder, che sarà riconosciuto sotto forma di sconto sul prezzo di vendita del nuovo televisore o del decoder esterno. Il Governo, con la legge di Bilancio 2019, ha stanziato 151 milioni di euro di incentivi per il periodo 2019-2022 destinati al cambio del televisore o all’acquisto di un nuovo decoder completamente compatibili con gli standard Dvb-T2 – Hevc Main10 . Il Bonus TV – Decoder, con valore fino a 30 euro, è un’agevolazione per l’acquisto di TV e decoder idonei alla ricezione di programmi televisivi con i nuovi standard trasmissivi Dvb-T2 – Hevc Main10 che diventeranno operativi a partire da gennaio  2023, nonché per l’acquisto di decoder per la ricezione satellitare. Il Bonus è già disponibile e lo sarà fino al 31 dicembre 2022 o all’esaurimento delle risorse stanziate. Il bonus è richiedibile dalle famiglie con Isee fino a 20 mila euro. Il contributo sarà riconosciuto per nucleo familiare (solo un utente per nucleo potrà riceverlo per l’acquisto di un solo apparecchio). Per beneficiare del contributo, bisognerà presentare al venditore apposita richiesta, contenente dichiarazione sostitutiva nella quale si dichiara che il nucleo familiare di cui si fa parte rientra nella I o II fascia Isee e che i componenti dello stesso nucleo non abbiano già fruito del contributo. Il Bonus viene erogato sotto forma di sconto praticato dal venditore della TV o del decoder sul relativo prezzo di vendita, per un importo pari a 30 euro o al prezzo di vendita se inferiore, fino al 31 dicembre 2022.
  • Bonus rottamazione Tv. Il Con il Decreto firmato dal Ministro Giorgetti il 5 luglio 2021, il Ministero dello Sviluppo Economico ha varato un nuovo incentivo per favorire l’acquisto di apparati compatibili con il nuovo standard di trasmissione del digitale terrestre Dvb-T2/Hevc Main 10. Operativo dal 23 agosto 2021, il bonus è un’agevolazione di cui si può beneficiare rottamando contestualmente un televisore acquistato prima del 22 dicembre 2018, data di entrata in vigore dello standard di codifica Hevc Main 10 adottato dalla nuova tecnologia. Il nuovo Bonus, infatti, è finalizzato a favorire la sostituzione degli apparecchi televisivi obsoleti attraverso un corretto smaltimento dei rifiuti elettronici, in un’ottica di tutela della salute ambientale. L’incentivo per la rottamazione è rivolto a tutti i cittadini residenti in Italia senza limiti di Isee, a differenza del Bonus TV – Decoder varato dal precedente Decreto Interministeriale del 18 ottobre 2019 e destinato esclusivamente ai cittadini il cui nucleo familiare abbia un Isee fino e non oltre i 20.000 euro. L’agevolazione è concessa una sola volta per l’acquisto di un solo apparecchio e si applica soltanto per la sostituzione delle TV e non per i decoder. Il Bonus consiste in uno sconto del 20% sul prezzo d’acquisto, fino ad un importo massimo di 100 euro. L’incentivo sarà disponibile fino al 31 dicembre 2022 o all’esaurimento delle risorse stanziate. Il contributo per la rottamazione della TV è cumulabile con il bonus Tv Decoder del valore di 30 euro e valido per l’acquisto di un televisore o, in alternativa, di un decoder purché i richiedenti siano in possesso di tutti i requisiti previsti. La rottamazione può essere effettuata direttamente presso i rivenditori aderenti all’iniziativa presso cui si acquista la nuova televisione, consegnando al momento dell’acquisto la Tv obsoleta e il modulo di autocertificazione con cui si attesta che il televisore è stato acquistato prima del 22 dicembre 2018 e ne certifica l’avvenuta consegna: sarà poi il rivenditore a occuparsi del corretto smaltimento dell’apparecchio e a ottenere un credito fiscale pari allo sconto applicato all’acquirente. In alternativa, si può consegnare la vecchia TV direttamente in un’ isola ecologica autorizzata, prima di recarsi ad acquistare la nuova. In questo caso, l’addetto del centro di raccolta Raee deve firmare il modulo di autodichiarazione, compilato dal cittadino, che certifica l’avvenuta consegna dell’apparecchio. Con questo modulo firmato l’utente potrà recarsi nei punti vendita aderenti e fruire dello sconto sul prezzo di acquisto.
  • Bonus decoder a casa. Con la legge di bilancio 2022 il Governo ha messo in campo nuove misure volte ad agevolare il passaggio verso il nuovo digitale terrestre. Le risorse destinate ai Bonus Tv sono state ulteriormente rifinanziate con 68 milioni di euro ed è stata introdotta una nuova agevolazione che prevede la consegna direttamente a casa di un decoder compatibile con la nuova tecnologia ai cittadini di età pari o superiore ai 70 anni, con un trattamento pensionistico non superiore a 20.000 euro annui e che siano titolari di abbonamento al servizio di radiodiffusione. L’agevolazione, nata grazie ad una Convenzione tra Ministero dello Sviluppo economico e Poste Italiane, è operativa dall’11 aprile e fino ad esaurimento delle risorse disponibili. All’atto della prenotazione, avendo identificato il richiedente e verificato la presenza dei requisiti richiesti per ottenere la agevolazione, potrà essere fissata la data di consegna a casa del decoder, che il Ministero mette a disposizione gratuitamente, e che sarà effettuata da un portalettere di Poste Italiane Successivamente alla consegna, l’utente che ne abbia la necessità, potrà ricevere assistenza telefonica nell’ installazione e nella configurazione del decoder. Il servizio sarà offerto sempre tramite il numero 800 776 883, selezionando la sezione relativa all’istallazione dei Decoder Tv. Non possono beneficiare della consegna gratuita del decoder i cittadini che, pur essendo in possesso dei requisiti richiesti, abbiano già usufruito del Bonus TV-decoder. L’agevolazione è invece cumulabile con il Bonus TV rottamazione sia che quest’ultimo sia stato già erogato, sia che si intenda richiederlo successivamente alla domanda per la consegna del decoder. Gli aventi diritto al Bonus potranno farne richiesta dal momento dell’avvio dell’iniziativa e fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Una volta esaurite le risorse a disposizione non sarà più possibile richiedere il Bonus decoder TV in questa modalità.

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