LA LETTERA

5G, Asstel: “Insostenibile esborso da 4 miliardi da parte delle telco”

L’associazione si appella ai ministri Giorgetti e Franco affinché sia rimodulata la scadenza di settembre per il pagamento dei diritti d’uso delle frequenze e sia riallineata ai tempi di effettiva realizzazione delle reti. “Ricavi e margini in forte diminuzione e gli impatti della pandemia hanno pesato”

17 Feb 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

5g-1

Mitigare l’esborso previsto per il prossimo mese di settembre all’esito della gara per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze per l’attivazione del 5G”: questa la richiesta dell’Asstel ai ministri dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e dell’Economia Daniele Franco messa nero su bianco in una lettera – di cui CorCom ha preso visione – firmata al presidente Massimo Sarmi in cui si evidenzia il tema della sostenibilità economica degli operatori di Tlc “alla luce delle tendenze consolidate di riduzione dei ricavi, margini operativi e generazione di cassa, della crescita degli investimenti in relazione al fatturato, stabilmente sopra il 20%, del forte aumento delle quantità prodotte e della riduzione dei prezzi dei servizi di comunicazione, costantemente in diminuzione, unico caso fra tutte le utilities”. Per non parlare degli impatti della pandemia ossia: ulteriori sforzi delle telco per far fronte all’aumento improvviso della domanda, difficoltà delle catene logistiche di approvvigionamento, aumento delle sofferenze del segmento business, rallentamento dei processi di adozione dell’innovazione tecnologica, nonché non ultimo il proliferare dei movimenti “Stop 5G” che sull’onda delle fake news hanno rallentato la realizzazione delle nuove reti sul territorio nazionale.

La leggi di Bilancio 2019 – ricorda Asstel stimava un introito di circa 2,5 miliardi di euro con pagamento dilazionato in quattro anni (2019-2022) e maxi rata finale da 750 milioni ben lontana dai circa 4 miliardi risultati all’esito di gara, evidenzia l’Associazione di Confindustria secondo cui l’esborso di 4 miliardi nel solo 2022 “è difficilmente sostenibile senza impatti sulla capacità di finanziamento dell’attività ordinaria e degli investimenti degli operatori, costituendo tale ammontare oltre il 30% dei ricavi totali registrati dagli operatori di rete mobile nel 2020 – 13 miliardi con tendenza in ulteriore diminuzione per il biennio 2021-2022”.

Asstel chiede dunque di prevedere “strumenti in grado di alleggerire l’onere per l’anno contabile 2022 rimodulandolo in modo da allineare gli esborsi ai tempi di effettiva realizzazione delle reti”.

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