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L'INTERVENTO

5G, barriere anti-cinesi? Tagliavini: “Battaglia azzardata e antistorica”

Serve uno sforzo congiunto per definire standard che possano garantire i più alti livelli di sicurezza nell’uso e nella gestione di dati sensibili. L’analisi del Consigliere di Federmanager

05 Feb 2019

Guelfo Tagliavini

Consigliere Federmanager e membro tavolo esperti “Lavoro Agile” Presidenza Consiglio dei Ministri

Diventa ogni giorno più appassionante il tema della sicurezza delle reti di telecomunicazioni di nuova generazione 5G. E ciò è determinato dal confronto/scontro innescato dal presidente Trump nei confronti dei produttori di tecnologie Ict cinesi. Presi di mira, in particolare, i principali vendor di Tlc, colossi industriali in rapidissima ascesa che stanno imponendosi sui mercati internazionali con i propri prodotti e sistemi ad elevato contenuto tecnologico.

L’elemento scatenante della disputa sulla sicurezza delle reti è stato l’avvio della sperimentazione di reti di tecnologia 5G che saranno, in breve tempo, le autostrade digitali di cui si avvarranno le società evolute per dare vita a nuovi modelli di business ed attivare innovativi servizi sociali. Intelligenza artificiale, Iot, Smart city, Smart mobility, Smart working, Smart health, Cyber security, Manifattura additiva, sono solo un esempio delle soluzioni e sistemi che attraverso le infrastrutture mobile di nuova generazione troveranno applicazione nell’immediato futuro. Un business miliardario che si consumerà nei prossimi anni e che genererà una radicale trasformazione dei modelli di sviluppo economico e sociale.

Pensare di innalzare barriere per tentare di frenare l’avanzata tecnologica di realtà mondiali che hanno investito, negli ultimi vent’anni, ingenti risorse in ricerca e sviluppo per passare da “fornitori di mano d’opera” a detentori di tecnologie proprietarie ad elevato contenuto di innovazione sembra impresa azzardata ed antistorica.

Così come sembra poco opportuno porsi in aperto conflitto nei confronti di potenze industriali con le quali sia Paesi europei che d’oltre oceano hanno intessuto e continuano a gestire rapporti commerciali con reciproco interesse. Non vi è dubbio che su un tema così delicato come quello della tutela dei dati, sia ad uso industriale che personale, si debba porre la massima attenzione per evitare manipolazioni e condizionamenti che possono mettere in crisi i criteri e le modalità di gestione democratica di qualsiasi società.

Quello che riteniamo debba essere fatto è uno sforzo di cooperazione teso a mettere a fattor comune competenze e strategie al fine di accelerare l’attivazione di programmi e progetti innovativi in grado di migliorare il livello di qualità della vita e ridurre il divario culturale e sociale tra Paesi avanzati ed aree del terzo e quarto mondo. L’auspicio è quello che si attivi uno sforzo congiunto, tra i vari attori in campo, produttori, autority, consumatori, per definire standard che in maniera trasparente possano garantire i più alti livelli di sicurezza nell’uso e nella gestione di dati sensibili.

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