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5G una chance per i piccoli e medi provider

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Il ruolo dei piccoli operatori nello sviluppo della rete di nuova generazione al centro di un convegno organizzato da Assoprovider. Focus sull’ipotesi di creazione di un modello associazionistico e cooperativo. Intorno al tavolo Antonio Nicita, Maurizio Matteo Dècina, Flavia Marzano, Paolo Scaramuccia

08 Feb 2018

Carlo Salatino

Il realizzarsi della Gigabit Society è sempre più legato alla realizzazione delle infrastrutture abilitanti sia sul versante delle reti ultrabroadband in fibra ottica sia sul più ampio piano del prossimo ecosistema digitale rappresentato dal 5G. Proprio il nuovo standard di comunicazioni mobili e pervasive è stato oggetto di una conferenza organizzata a Palazzo San Macuto presso le sale della Camera dei Deputati, da Assoprovider in collaborazione con il giurista Fulvio Sarzana, esperto nazionale di giurisprudenza applicata al settore delle telecomunicazioni. In particolare, il focus è stato sullo sviluppo della rete in 5G e il ruolo dei piccoli e medi provider.

Hanno partecipato all’evento come principali relatori i deputati Maurizio Gasparri e Mirella Liuzzi del Movimento 5 stelle, l’assessora Flavia Marzano di Roma semplice sempre in quota cinque stelle, Antonio Nicita commissario Agcom, l’economista Maurizio Matteo Dècina e il presidente di Assoprovider Dino Bortolotto.

Nel corso del dibattito è emerso da più direzioni il ruolo fondamentale dei piccoli operatori nello sviluppo di una rete che si preannuncia grande e di fondamentale importanza per lo sviluppo della digital economy. L’unione fa la forza in un modello associazionistico e cooperativo che ha convinto tutti i presenti in sala.

Il Commissario Nicita è intervenuto sottolineando che il 5G non servirà solo per erogare connettività ma come infrastruttura di rete parallela per abilitare tutto un portafoglio di servizi a valore aggiunto con impatti sulla produttività e sul benessere. In questo caso la concorrenza può rappresentare un elemento di valore. Dello stesso avviso anche Flavia Marzano che ha presentato il recente piano per il 5G a Roma.

Mirella Liuzzi ha ricordato inoltre l’importanza del catasto delle reti come elemento di risparmio dei costi per lo sviluppo delle nuove infrastrutture, ricordando inoltre la necessità di migrare da rame a fibra.

Maurizio Matteo Dècina ha illustrato i dati sull’impatto delle reti in larga banda sui principali indicatori macroeconomici e sociali. In particolare, ha messo in evidenza le relazioni tra sviluppo digitale e corruzione e tra burocrazia e velocità medie di banda trovando in entrambi i casi una relazione stabile. Nella sua presentazione, l’economista ha anche affrontato il tema attualissimo dello scorporo della rete, inquadrandolo come un primo passo verso il ritorno a una public company della rete.

L’intervento più acceso è stato quello di Paolo Scaramuccia, Responsabile nazionale Cooperative e Comunità (Lega delle Cooperative) il quale ha sottolineato l’importanza della partecipazione cooperativa ed associativa dei piccoli provider per evitare che le gare del 5G si risolvano in un congiunto di interessi lobbistici. Stesso concetto ripetuto da Dario Denni, esperto di organizzazione aziendale nell’ambito del settore delle TLC.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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