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5G e città connesse: ecco come evolve la mobilità

Maggiore capacità trasmissiva ma anche nuovi servizi e più flessibilità grazie allo slicing. La rete si trasforma in una piattaforma applicativa che può essere programmata in base alle esigenze dell’utente. La vision di NovaNext

18 Gen 2022

Marco Schiaffino

Nella percezione comune è vista come una vera rivoluzione, ma i dettagli di come il 5G cambierà il nostro modo di usare gli strumenti digitali sono spesso avvolti da una sorta di “foschia” che descrive il passaggio alla nuova rete in termini estremamente semplicistici, che fanno riferimento a prestazioni superiori a quelle del “vecchio” 4G. In realtà, gli elementi di novità non arrivano solo da una maggiore velocità di trasmissione dei dati, ma da un vero salto evolutivo a livello tecnologico. A comprenderne le potenzialità, per il momento, sono i soggetti che stanno avviando le prime implementazioni di servizi basati sulla nuova connessione.

“Le sperimentazioni che abbiamo in corso stanno già mostrando il potenziale del 5G” conferma Eugenio Chiacchia, Technical Account di NovaNext, system integrator che grazie all’expertise delle persone, a 30 anni di esperienza e alle migliori partnership tecnologiche, aiuta le aziende a cogliere le straordinarie opportunità offerte dalla trasformazione digitale. “La nuova tecnologia permette di migliorare le prestazioni e di introdurre nuove funzionalità a livello mobile”. Il tutto, infatti, va oltre il semplice miglioramento della velocità e promette di abilitare la realizzazione delle future “città connesse”.

Più banda, ma non solo

L’interesse delle aziende per il 5G non è limitato alla disponibilità di una maggiore capacità di trasmissione dei dati (teorico 20 Gbps) a disposizione di aziende e individui. La nuova rete mobile, infatti, ha caratteristiche tali da rappresentare un vero salto tecnologico a livello di connettività mobile. Prima di tutto per la densità dei collegamenti che consente. La nuova rete, infatti, dovrebbe arrivare ad aggregare fino a 1 milione di device per km quadrato, consentendo così una maggiore diffusione delle tecnologie legate ai dispositivi IoT (Internet of Things). Grazie alla virtualizzazione è infatti possibile creare reti logicamente separate. È il cosiddetto “slicing”, cioè la possibilità di suddividere la banda a seconda delle esigenze.

Il 5G permetterà di adattare la connessione al tipo di dispositivo collegato e fornire una migliore risposta alle esigenze specifiche. Tra queste, per esempio, un collegamento a bassa latenza, in cui i tempi di risposta sono quasi istantanei. Un requisito indispensabile, per esempio, nel caso dei veicoli a guida autonoma. “Abbiamo elaborato alcuni progetti che consentono di sfruttare le caratteristiche della nuova rete” spiega Eugenio Chiacchia. Tra queste c’è il servizio di “ambulanza assistita”, che sfrutta il collegamento mobile e la realtà aumentata per fornire un supporto all’equipaggio mettendolo in collegamento con i medici del pronto soccorso.

Dalla connessione alla piattaforma applicativa

Versatilità e performance sono solo la cima dell’iceberg di quanto la rete 5G impatta a livello strutturale. I veri elementi di progresso sono legati infatti a ciò che rimane “sotto la superficie”. In particolare, il riferimento è al Mobile Edge Cloud, che aumenta la capacità computazionale e consente l’accesso a bassa latenza alle risorse di calcolo. In pratica, con il 5G la rete si trasforma in una piattaforma applicativa che può essere programmata per andare incontro alle esigenze dell’utente. Si tratta, in pratica, di un’evoluzione che consente di modificare radicalmente l’infrastruttura stessa e offrendo ai fornitori di servizi la possibilità di accedere a una sorta di “seconda fase” nell’evoluzione del cloud. Nella prospettiva delle città connesse, questa opportunità consente di moltiplicare i servizi disponibili sul territorio e offrire nuove opportunità ai soggetti pubblici e privati che vi operano.

L’impatto sulle infrastrutture di rete

L’evoluzione verso il 5G cambia anche il panorama in termini di connettività. Se l’esempio più ovvio è quello della disponibilità di connessione a bordo di veicoli, il 5G può consentire una maggiore flessibilità anche per gestire la connettività delle aziende in ambiti più tradizionali. “Le imprese possono sfruttare la connettività wireless su 5G per spostarvi, ad esempio, il traffico di servizi non considerati strategici senza dover affrontare gli investimenti necessari per avere una rete cablata” spiega Chiacchia. “Una rete parallela su 5G può anche essere utilizzata come backup di quella primaria”. I vantaggi, però, riguardano anche la scalabilità della rete wireless rispetto a quella tradizionale. Ampliarla, infatti, richiede semplicemente l’aggiunta di un modem che sfrutti la connessione disponibile nell’area. Non solo: il 5G permette anche di fornire rapidamente connettività in quei luoghi, come le sedi temporanee, per i quali non sarebbe economicamente e logisticamente sostenibile il ricorso a una connessione cablata.

Spazio ai dispositivi IoT

L’impulso che le reti 5G possono dare ai device IoT dipende, sostanzialmente, dalla maggiore densità di dispositivi connessi che possono essere gestiti con la nuova tecnologia. Una volta “sganciati” dalla necessità di essere collegati a una rete tradizionale e ai limiti in termini di copertura del Wi-Fi, i device della Internet of Things possono essere installati con estrema facilità in qualsiasi luogo. “L’adozione del 5G consente anche di aumentare il livello di sicurezza dei dispositivi” sottolinea il Technical Account di NovaNext. “La tecnologia integrata nel nuovo standard consente infatti di implementare sistemi di autenticazione e controllo che oggi non sono disponibili”.

Un discorso simile, spiega Eugenio Chiacchia, coinvolge lo stesso sistema di slicing descritto in precedenza. La compartimentazione della banda attraverso la virtualizzazione, infatti, permette anche di contenere eventuali attacchi informatici portati ai danni dei dispositivi IoT. Un aspetto, quello della sicurezza, che diventa strategico soprattutto in un’ottica di “città connessa” in cui servizi essenziali, come la fornitura dell’energia elettrica, sono gestiti in maniera granulare attraverso la rete wireless.

Reti pubbliche e private

La possibilità di segmentare la banda non consente solo di ottimizzare le funzionalità e le prestazioni o di intervenire per mitigare eventuali attacchi. Le caratteristiche del 5G consentono infatti di creare reti parallele nella stessa area, limitando (o aprendo) l’accesso a seconda delle esigenze. In sintesi, con il 5G è possibile creare una rete privata all’interno di un’area, garantendo di conseguenza un livello di sicurezza e di riservatezza nella gestione dei dati simile a quello di una WAN. “La possibilità di creare reti private a larghissima banda attraverso il 5G è uno degli elementi che, come NovaNext, vediamo essere più attrattivi per le aziende” conferma Eugenio Chiacchia. “Reti come queste possono consentire, per esempio, di gestire in maniera sicura il funzionamento di dispositivi ed elettrodomestici in un’ottica di efficientamento energetico, con la prospettiva di risparmiare una enorme quantità di energia”. Uno scenario, questo, che chiarisce bene quali possano essere i vantaggi di una città connessa nel prossimo futuro.

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