5G e fibra, servono 300 miliardi di investimenti. La partita vale 2,4 milioni di posti di lavoro - CorCom

IL REPORT

5G e fibra, servono 300 miliardi di investimenti. La partita vale 2,4 milioni di posti di lavoro

È quanto emerge dalle stime Bcg-Etno sul mercato europeo. La quinta generazione mobile da sola può generare un aumento annuale del Pil di 113 miliardi di euro. Roberto Viola, Commissione Ue: “L’Italia ha fatto passi avanti, ma è indietro nelle classifiche Ue delle infrastrutture”

25 Mar 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

Un sforzo da 300 miliardi di investimenti per portare il 5G e la banda ultralarga a tutti gli europei nel 2027. Questa la stima messa nero su bianco nello studio “Connectivity and Beyond: How Telco Can Accelerate a Digital Future For All” realizzato da Bcg per Etno, l’associazione europea che rappresenta i principali operatori di Tlc. Secondo i risultati dello studio – pubblicato in concomitanza con la riunione del Consiglio Ue per discutere, tra l’altro del futuro della politica industriale e digitale – in Europa si potranno creare 2,4 milioni di nuovi posti di lavoro entro i prossimi quattro anni attraverso la trasformazione digitale, stimolando la crescita economica e accelerando la trasformazione verde. Ma oltre agli investimenti serviranno ulteriori azioni per stimolare la domanda e il miglioramento delle competenze digitali.

“Questo rapporto mostra che l’opportunità di gigabit dell’Europa è estremamente rilevante per le principali sfide odierne, tra cui la ripresa e la transizione verde. Chiediamo ai leader europei di sostenere il settore delle telecomunicazioni e di aiutarci a fornire un’economia digitale più forte per tutti i cittadini”, sottolinea Lise Fuhr, Direttore generale dell’Etno.

Dall’analisi emerge che il 5G da solo può generare un aumento del Pil annuale di 113 miliardi. Una rapida diffusione delle soluzioni digitali può anche ridurre le emissioni di carbonio fino al 15%. I fattori chiave includono tagli delle emissioni del 30% grazie alle smart city e tagli delle emissioni del 30% attraverso la trasformazione digitale nel settore dei trasporti.

Riguardo ai 300 miliardi di investimenti, Bcg stima che dovranno essere ripartiti equamente fra 5G e banda ultralarga fissa, quindi 150 miliardi per la quinta generazione mobile e altrettanti per le infrastrutture fisse. E bisognerà inoltre stanziare 40 miliardi all’anno per cablare scuole e Pmi.

Tuttavia, sono necessari maggiori investimenti anche dal lato della domanda: “Oggi, l’83% delle Pmi dell’Ue non utilizza servizi cloud avanzati e oltre il 60% dei bambini di nove anni frequenta scuole che non sono ancora attrezzate digitalmente. Il nostro rapporto traccia un percorso per l’Europa per costruire una forza lavoro più qualificata digitalmente e creare milioni di posti di lavoro”, evidenzia Wolfgang Bock, amministratore delegato e partner senior di Bcg. La società stima che l’aggiornamento dell’infrastruttura digitale di tutte le scuole europee richiederebbe 14 miliardi di euro l’anno, che corrispondono all’1,8% del Next generation Eu. La digitalizzazione di tutte le Pmi europee richiederebbe 26 miliardi di euro l’anno, ovvero il 3,5% del Next Generation Eu.

L’analisi di Bcg rileva che il settore europeo delle telecomunicazioni sta accelerando la sua trasformazione in 7 aree principali: leadership di rete, nuovi modelli di collaborazione, prossima generazione di B2B, approccio al cliente basato sui dati, innovazioni up-stack, semplificazione radicale e nuovi modi di lavorare.

Ciò sta portando a innovazioni all’avanguardia in campi come cloud, edge-cloud, servizi basati su dati, e-ID e OpenRan, solo per citarne alcuni. La collaborazione all’interno dell’industria e tra i settori industriali europei emerge come la caratteristica distintiva di questa nuova fase. I cittadini e le imprese europei possono aspettarsi nuove opportunità

Le strategie digitali globali dell’UE fissano la giusta ambizione per la leadership digitale a livello globale – evidenzia il report -. Tuttavia, lo spirito degli obiettivi politici dell’Europa deve ora permeare l’azione politica e normativa sia a livello europeo che nazionale. La relazione descrive in dettaglio una serie di azioni politiche urgenti, tra cui: aumentare fortemente l’attrattiva degli investimenti nel lancio; consentire una maggiore collaborazione industriale e scalabilità nel settore; stimolare fortemente la domanda e la trasformazione digitale nei settori industriali; dare priorità alla leadership nei servizi digitali europei; e investimenti ambiziosi nelle competenze digitali.

Roberto Viola: “L’Italia ha fatto passi avanti, ma è indietro nelle infrastrutture”

L’obiettivo di connessione è che ciascun cittadino, nel 2030, abbia la possibilità di una connessione ad altissima velocità in fibra, e abbia una connessione 5G, o addirittura 6G, disponibile. Su questo saluto positivamente l’impegno del Governo italiano e del ministro Colao che ha annunciato l’obiettivo dell’Italia, per il 2025, di arrivare a una connessione ad alta velocità per tutti i cittadini. L’Italia ha fatto passi avanti, però è indietro nelle classifiche Ue per quanto riguarda le infrastrutture”. Lo ha detto Roberto Viola, direttore generale della Dg Connect della Commissione europea, audito dalle commissioni Lavori pubblici e Industria del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’intelligenza artificiale.

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I NUMERI IN SINTESI

  • 300 miliardi per portare il 5G e la fibra ovunque entro il 2027
  • 14 miliardi l’anno per assicurare piena infrastrutturazione digitale alle scuole
  • 26 miliardi l’anno per digitalizzare tutte le Pmi europee
  • La copertura 5G può generare 113 miliardi di Pil all’anno
  • 2,4 millioni di posti di lavoro entro il 2025

Il 6 aprile il Web Summit di CorCom “5G e Recovery Plan, la strategia del Governo Draghi”

Fondi pubblici, accelerazione della roadmap, burocrazia, effetti elettromagnetici: il 5G è giunto alla prova dei fatti. L’Europa vuole spingere sull’infrastrutturazione ma il nostro Paese – pioniere con le sperimentazioni – si trova oggi in una fase critica: a due anni di distanza dai primi test, la copertura effettiva del territorio nazionale è di appena il 10%.

Ne discutiamo in occasione del web summit “5G e Recovery Plan, la strategia del Governo Draghi” in programma il 6 aprile. Per Agenda e Iscrizione cliccare qui.

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