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IL CDM

5G, Golden Power “speciale”? La mossa della Lega

Questa secondo indiscrezioni di stampa la “soluzione” del Carroccio per fronteggiare la questione della cybersecurity legata (anche) al caso cinese. La proposta potrebbe approdare al Consiglio dei ministri spostato in serata. Ma non c’è al momento alcuna “bozza” su cui lavorare. E bisognerà trovare la quadra con i 5Stelle

20 Mar 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Un Golden power “speciale” per mettere in sicurezza le future reti 5G? Una misura ad hoc a tutela “esclusiva” della quinta generazione mobile? Alla vigilia dell’odierno Consiglio del ministri – fissato prima alle 14.30 e poi slittato alle 18.30 – è questa la notizia che sta circolando dopo alcune indiscrezioni di stampa secondo cui la Lega si preparerebbe a presentare una proposta ad hoc in tema di protezione delle nuove reti.

In particolare il Corriere della Sera accenna prima a “una nota della Lega di Palazzo Chigi” (per dovere di cronaca non esistono note di partito emesse da Palazzo Chigi) e poi a un “comunicato” (si veda screenshot): nel testo ampi virgolettati, ma la “nota” o il “comunicato” in questione non sono reperibili da nessuna fonte ufficiale.

È più probabile dunque che il virgolettato in questione faccia capo sì a un testo di fonte leghista, ma preparatorio per la discussione in Cdm. Un testo rimasto “segreto” per tutto il giorno e oscuro persino ai 5Stelle.

“La norma (quella della proposta della Lega, ndr) estende l’obbligo di notifica già previsto dal Dl 21 del 2012 anche agli acquisti da parte di imprese, pubbliche o private, aventi ad oggetto beni o servizi relativi alla progettazione, alla realizzazione, alla manutenzione ed alla gestione delle reti di comunicazione elettronica basate sulla tecnologia 5G, quando posti in essere con soggetti esterni all’Unione europea”, si legge sul Corriere della Sera. Premesso che il Dl 21 2012 già prevede l’esercizio dei poteri speciali a tutela delle infrastrutture strategiche nonché una serie di specifiche sugli approvigionamenti e le connesse notifiche, la nuova norma dunque dovrebbe “rafforzare” o estendere gli ambiti di azione. Per sapere di più bisognerà aspettare dunque il Cdm. Fra il dire e il fare ci sarà poi la conta dei voti, in particolare quella dei 5Stelle: fra leghisti e grillini non c’è allineamento in materia di misure per la sicurezza del 5G. A Salvini non è bastata l’istituzione di un Centro di certifciazione in seno al Mise per “validare” strumenti e apparecchiature prima del via libera all’adozione da parte delle telco per la realizzazione delle reti di nuova generazione. E la Lega nei giorni scorsi ha acceso i riflettori sulla tutela delle reti nell’ambito dell’imminente visita di Xi Jinping che dovrebbe sortire la firma di un memorandum sul progetto della Via della Seta che nel “pacchetto” includerebbe anche questioni “tecnologiche”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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