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5G, il Copasir: “Valutiamo nuova audizione di Conte”

Il presidente Raffaele Volpi: “Sulla questione c’è ancora troppa indeterminatezza”. Nella Relazione al Parlamento il Comitato sollecitava il governo a valutare l’esclusione delle aziende cinesi dalla realizzazione delle nuove reti

03 Mar 2020

F. Me.

Il Copasir valuterà la possibilità di sentire nuovamente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in merito allo sviluppo e della gestione delle reti 5G. “Sulla questione – spiega il presidente del Comitato, il deputato della Lega Raffaele Volpi – c’è ancora un po’ di indeterminatezza. E’ chiaro che il Copasir ha un rapporto fiduciario con il Parlamento, ed è chiaro che nella nostra Relazione non possiamo mettere le evidenze in nostro possesso. Ma è chiaro che se ci siamo espressi all’unanimità ci sono delle prove che ci hanno spinto a quella relazione”.

Il riferimento del presidente è alla Relazione inviata dal Comitato al Parlamento nella quale l’organismo di controllo sui servizi segreti sollecitava il governo a “valutare l’esclusione” delle aziende cinesi – Huawei e Zte – “dalla fornitura di tecnologia per le reti 5G“.

Entrando nel dettaglio la relazione evidenziava che “il Comitato non può che ritenere in gran parte fondate le preoccupazioni circa l’ingresso delle aziende cinesi nelle attività di installazione, configurazione e mantenimento delle infrastrutture delle reti 5G”. “Conseguentemente, oltre a ritenere necessario un innalzamento degli standard di sicurezza idonei per accedere alla implementazione di tali infrastrutture – spiegava – rileva che si dovrebbe valutare anche l’ipotesi, ove necessario per tutelare la sicurezza nazionale, di escludere le predette aziende dalla attività di fornitura di tecnologia per le reti 5G”.

Volpi ha, infine, ricordato che società come Huawei e Zte hanno chiesto di essere risentite dal Comitato “ma non lo faremo. Ci sono altri paesi che hanno difficoltà a cambiare le scelte perché hanno già concesso le infrastrutture, noi non lo abbiamo ancora fatto e dunque siamo ancora in tempo, e questo vale anche per le torri di trasmissione. L’interesse nazionale deve essere preservato”

Conte è già stato sentito dal Copasir esattamente un anno fa e in quell’occasione il premier aveva assicurato che sarebbero stati messi in campo tutti gli strumenti, tecnici e normativi per garantire la sicurezza delle reti, evitando rischi di spionaggio di dati sensibili.

La Relazione del Dis

Nella Relazione presentata al Parlamento, il Dipartimento per la sicurezza nazionale ha evidenziato la necessità di mettere in massima sicurezza le infrastrutture a partire dalla rete 5G, ricordando le misure già attivate, Golden Power e Perimetro Cibernetico nonché raccordo fra le due normative.

“L’esperienza maturata in questo breve lasso di tempo ha visto diversi operatori effettuare notifiche, rispetto alle quali sono state prescritte stringenti misure di sicurezza”, si legge nella parte del report dedicata alle nuove regole relative al Golden Power 5G. “In base alla disciplina dettata dalla legge istitutiva del “Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica” tali prescrizioni potranno essere aggiornate a seguito dell’entrata in vigore dei regolamenti attuativi della predetta normativa, laddove fosse necessario adeguarne il contenuto rispetto alle nuove disposizioni e ai livelli di sicurezza da queste previsti”.

Nodali sono stati, anche in questo ambito – evidenzia il Dis – i rapporti con il settore privato intrattenuti in seno al Tavolo Tecnico Imprese (Tti) “che ha visto crescere, tra l’altro, il numero dei suoi partecipanti, confermando ancora una volta la centralità della collaborazione tra istituzioni ed operatori privati strategici in materia di tutela della sicurezza nazionale cyber”.  L’intelligence italiana sottolinea inoltre la forte correlazione fra 5G e intelligenza artificiale: se da un lato l’interconnessione fra tecnologie innovative “sortirà soluzioni native in grado di proteggere in modo ancora più incisivo i dati e le comunicazioni”, dall’altro – allerta il Dis – “pone delicati problemi sul fronte della sicurezza, e non solo sul versante tecnico”.

 

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