5G, Inwit: “L’Italia non può più permettersi l’autosabotaggio” - CorCom

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5G, Inwit: “L’Italia non può più permettersi l’autosabotaggio”

Il Direttore Relazioni esterne e comunicazione Michelangelo Suigo punta il dito contro le fake news dilaganti: “Infrastrutturazione urgente, necessario ridurre la conflittualità e serve corretta informazione”. Bruno Bossio (PD) e Mulé (FI) accendono i riflettori su vantaggio competitivo e formazione

23 Feb 2021

Mi Fio

“L’Italia non si può più permettere un autosabotaggio sul 5G, soprattutto in un contesto caratterizzato da un sistema economico globale sempre più digitalizzato e dall’emergenza pandemica, che ha evidenziato l’estrema urgenza di essere infrastrutturati in maniera avanzata e resiliente”: Michelangelo Suigo, Direttore Relazioni esterne e comunicazione di Inwit ha acceso i riflettori sulle fake news dilaganti in occasione del talk “5G ed elettromagnetismo: coinvolgere le comunità e contrastare le fake news”, organizzato dall’azienda insieme con For, la Fondazione Ottimisti & Razionali.

Riduzione della conflittualità, corretta informazione e centralità della scienza, sono secondo Suigo “i punti da cui partire”. A sostegno dello sviluppo del 5G si schierano la deputata del PD Vincenza Bruno Bossio, Segretario Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, e il deputato e portavoce di Forza Italia Giorgio Mulè, componente della Commissione.

“È necessaria una narrazione positiva del 5G, ma è complicato farlo. Nonostante tutti gli istituti scientifici confermino che non esiste un problema di elettromagnetismo, risulta comunque difficile far passare il messaggio – sottolinea Bruno Bossio – Oggi è importante spingere per la sua diffusione, dove l’Italia ha un vantaggio competitivo rispetto agli altri Paesi d’Europa, che non possiamo perdere”. E Mulé evidenzia che “con il Recovery fund abbiamo l’obbligo di iniziare un percorso di formazione basilare per la popolazione, che porti anche allo sviluppo di competenze professionali in ambiti connessi al 5G. In Italia abbiamo un problema di alfabetizzazione digitale, e dobbiamo lavorare sulle suggestioni: il 5G non fa male alla salute ma fa bene al nostro futuro”.

Secondo Marco Bussone, Presidente dell’Uncem “per il 5G e il superamento del divario digitale serve una mobilitazione culturale, ma anche istituzionale e politica che ci dica che nessuno rimarrà indietro. Un percorso culturale e sinergico tra Parlamento edenti locali per un Paese coeso e unito che guardi al futuro, all’insegna della semplificazione”.

E Marco Lombardo, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Bologna, sottolinea che “abbiamo riportato i tanti monologhi che c’erano sul 5G ad un tavolo di dialogo cercando di portare il tema sul piano della scienza e della razionalità de evidenziando le tante opportunità che scaturiscono con il 5G da un punto di vista imprenditoriale e occupazionale”. Eppure proprio l’Emilia-Romagna nei giorni scorsi ha approvato misure anti 5G: approvata all’unanimità una risoluzione 5Stelle-Pd che impegna la Giunta a controllare e ridurre l’impatto delle radiofrequenze. Il tutto senza alcuna evidenza scientifica sui danni alla salute e mentre l’Europa, nel Next Generation Eu, destina alle nuove reti miliardi di risorse e chiede un’accelerazione sulla connettività.

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