5G, la stretta della Commissione Ue: “Rafforzare misure di sicurezza delle reti” - CorCom

LA RELAZIONE

5G, la stretta della Commissione Ue: “Rafforzare misure di sicurezza delle reti”

Predisporre strategie per garantire la diversificazione dei fornitori e valutare rischi anche per le amministrazioni pubbliche o altri soggetti critici. Entro il 1° ottobre gli Stati membri dovranno presentare le misure nazionali

24 Lug 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Evitare distorsioni nel mercato dell’approvvigionamento del 5G; investire nelle tecnologie 5G e post 5G e garantire che i progetti sostenuti da finanziamenti pubblici tengano conto dei rischi legati alla cybersicurezza. Sono queste le raccomandazioni agli Stati membri rilasciate oggi dalla Commissione europea nell’ambito della pubblicazione della relazione sui progressi compiuti nell’attuazione del pacchetto di strumenti Ue (toolbox) che punta a un approccio comune nell’affrontare i rischi per la sicurezza connessi al lancio del 5G.

“Il lancio tempestivo delle reti 5G è strategicamente importante per tutti gli Stati membri, perché può aprire nuove opportunità per le imprese, trasformare i settori critici dell’Ue e apportare benefici ai cittadini europei. La nostra priorità e responsabilità comune consiste nel garantire che tali reti siano sicure, e benché la relazione evidenzi gli enormi passi avanti registrati, molto rimane ancora da fare”, evidenzia la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager.

“Insieme agli Stati membri, siamo impegnati a mettere in atto misure solide, in modo coordinato, non solo per garantire la cybersicurezza del 5G, ma anche per rafforzare la nostra autonomia tecnologica – aggiunge Thierry Breton, Commissario per il Mercato Interno -. La relazione odierna riafferma il nostro impegno ed evidenzia i settori in cui sono necessari ulteriori sforzi e maggiore vigilanza”.

Restrizioni per i fornitori considerati ad alto rischio

Dalla relazione si evince che tutti gli Stati membri hanno avviato un processo di revisione e rafforzamento delle misure di sicurezza in vista del 5G, anche se in alcuni Paesi i lavori sono ancora in corso e che dunque non sono state ancora adottate misure definitive.  Nell’ambito del pacchetto di strumenti, gli Stati membri hanno convenuto di rafforzare i requisiti di sicurezza mediante una possibile serie di misure ad hoc, in particolare per valutare i profili di rischio dei fornitori, applicare le restrizioni pertinenti per i fornitori considerati ad alto rischio (comprese le necessarie esclusioni per gli asset chiave considerati critici e sensibili, come le funzioni della rete centrale) e predisporre strategie per garantire la diversificazione dei fornitori.

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Le misure volte a limitare la partecipazione dei fornitori sulla base del loro profilo di rischio sono già in vigore in alcuni Stati membri e in una fase avanzata di preparazione in molti altri: la relazione invita gli altri Stati membri a progredire ulteriormente e a completare tale processo nei prossimi mesi. La relazione sottolinea l’importanza di considerare la rete nel suo complesso e di affrontare gli elementi della rete centrale e gli altri elementi critici e altamente sensibili, tra cui le funzioni di gestione e la rete di accesso radio, imponendo restrizioni anche in merito ad altri asset chiave, quali aree geografiche definite, amministrazioni pubbliche o altri soggetti critici. Per gli operatori che hanno già stipulato contratti con fornitori ad alto rischio dovrebbero essere previsti periodi di transizione.

Entro il primo ottobre gli Stati dovranno presentare le misure

La Commissione continuerà a collaborare con gli Stati membri e con l’Enisa per monitorare l’attuazione del pacchetto di strumenti e garantirne un’applicazione efficace e coerente. Si promuoverà inoltre l’allineamento degli approcci nazionali, tramite ulteriori scambi di esperienze e la collaborazione con l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (Berec). Entro il 1º ottobre 2020 gli Stati membri, in collaborazione con la Commissione, dovranno stabilire l’eventuale necessità di ulteriori azioni.

LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE UE

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