Banda ultralarga, il ban su Huawei e Zte costerà alle telco Usa 1,8 miliardi di dollari - CorCom

L'IMPATTO ECONOMICO

Banda ultralarga, il ban su Huawei e Zte costerà alle telco Usa 1,8 miliardi di dollari

Questa la stima della Fcc in merito alla sostituzione delle apparecchiature in uso sulle reti di Tlc nell’ambito dell’infrastrutturazione nelle aree rurali. Appello al Congresso: “Finanziare adeguatamente i rimborsi”

07 Set 2020

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Ammonta a 1,837 miliardi di dollari la spesa che telco e provider americani dovranno sostenere per sostituire le apparecchiature e i dispositivi di rete che fanno capo a Huawei e Zte nell’ambito dei soli programmi di infrastrutturazione nelle aree rurali. È quanto emerge da una relazione della Federal Communications Commission che ha compilato un elenco di operatori di telecomunicazioni che utilizzano apparecchiature o servizi Huawei e Zte nelle loro reti.

Stando ai calcoli le aziende che si qualificano per il rimborso dei costi da parte del governo stimano che potrebbero essere necessari 1,618 miliardi di dollari per la migrazione ad altri fornitori. Ma si tratta di informazioni di massima considerato che alcuni fornitori potrebbero non aver ancora partecipato alla raccolta di informazioni e che dunque potrebbero essere idonei al rimborso.

Nel presentare la lista la Fcc esorta il Congresso americano a provvedere a un “finanziamento appropriato per rimborsare le aziende nella sostituzione di attrezzature o servizi” per evitare impasse e consentire l’operatività senza interruzioni e danno a carico delle telco.

La Fcc ha identificato più di 50 società di telecomunicazioni per lo più piccole con apparecchiature Zte o Huawei o che utilizzano servizi delle società, nonché alcune società più grandi come CenturyLink e Verizon Communications.

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In dettaglio Verizon ha detto che le sue reti non includono apparecchiature Huawei o Zte ma ha un piccolo numero di dispositivi, chiamati VoiceLink, realizzati da Huawei che alcuni clienti utilizzano per effettuare chiamate vocali. Verizon ha detto che prevede di ritirare tutti i dispositivi VoiceLink quest’anno.

CenturyLink ha affermato che “le apparecchiature precedenti in questione non possono essere utilizzate per instradare o reindirizzare il traffico degli utenti” e non sono coperte dalle restrizioni stabilite dal Congresso. La società ha aggiunto che ha “rimosso e sostituito attivamente le attrezzature e ha continuato a lavorare con i responsabili delle politiche federali per accelerare il processo”.

“Abbiamo cercato di raccogliere informazioni complete dalle aziende statunitensi su apparecchiature e servizi già stati installati nelle nostre reti –sottolinea il presidente della Fcc Ajit Pai -. Identificando la presenza di attrezzature e servizi non sicuri nelle nostre reti, possiamo ora lavorare per garantire che queste reti, in particolare quelle dei vettori piccoli e rurali, si affidino a infrastrutture di fornitori affidabili. Ma esorto ancora una volta il Congresso a finanziare adeguatamente il rimborso per la sostituzione di attrezzature o servizi determinati a rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale in modo da poter proteggere le nostre reti e la miriade di parti della nostra economia e società che dipendono da esse”.

Il Wireline Competition Bureau e l’Office of Economics and Analytics della Commissione hanno iniziato la raccolta di informazioni a febbraio, richiedendo agli operatori di telecomunicazioni che partecipano ai programmi del Fondo per il servizio universale e alle loro affiliate o sussidiarie di riferire sul loro utilizzo di apparecchiature e servizi di Huawei e Zte e fornire un costo stimato per la loro sostituzione.

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