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Connettività ed healthcare analytics per la trasformazione della Sanità

Il 5G e le tecnologie emergenti, dall’utilizzo dei big data sanitari all’intelligenza artificiale e all’IoT per la cura dei pazienti, anche da remoto, sono elementi che saranno in grado di far fare un salto di qualità al settore. Vodafone Business in campo per lo sviluppo di nuove soluzioni

17 Dic 2021

Prima dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 le opportunità della Digital Health erano già evidenti, ma rimanevano spesso confinate nel campo della teoria. Negli ultimi mesi il passaggio “forzato” alla pratica, a causa della pandemia, ha confermato le aspettative, e ha indotto molti addetti ai lavori a sperimentare le potenzialità che una buona connettività, gli healthcare analytics e una serie di tecnologie emergenti e sempre più mature come l’intelligenza artificiale e l’Internet of things possono sviluppare a vantaggio delle strutture sanitarie e soprattutto dei pazienti.

Le prospettive aperte dal 5G, dall’analisi dei big data sanitari e dall’utilizzo di tecnologie digitali innovative, mettono le basi per una vera e propria rivoluzione in campo sanitario, verso una diffusione sempre più capillare della telemedicina e modelli assistenziali nuovi e spesso più efficaci rispetto a quelli tradizionali. La digital transformation è così destinata a tradursi in un ricorso sempre più ridotto alle ospedalizzazioni e in una cura delle persone che sarà sempre più affidata all’assistenza territoriale e domiciliare. A consentire questo passaggio sarà anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNRR, che destina risorse rilevanti al settore della sanità, guardando alla modernizzazione del settore in nome dell’efficienza e dell’attenzione sempre più mirata alle esigenze dei singoli.

A supportare l’idea che il digitale e la connettività 5G possano rappresentare l’occasione per un vero e proprio salto di qualità nel campo dell’assistenza sanitaria ci sono una serie di dati che sono stati diffusi negli ultimi mesi e che testimoniano di come la telemedicina e più in generale l’utilizzo delle nuove tecnologie in sanità possa essere un elemento in grado non soltanto di migliorare l’assistenza, ma di migliorare la qualità della vita e soprattutto di salvare vite umane. È il caso di una recente ricerca del dipartimento della Salute del Governo Britannico, che sottolinea come il ricorso alla telemedicina sia in grado di ridurre del 45% il tasso di mortalità dovuta a patologie croniche. Se dovessimo trasferire questi dati nella realtà italiana, salterebbe agli occhi il fatto che nel nostro Paese il 39% della popolazione soffre di una patologia cronica, e che poco meno del 21% ne ha più di una, ed è costretto quindi a ricorrere alle cure in ospedale con una certa frequenza, impegnando risorse che potrebbero essere organizzate in modo migliore a vantaggio degli stessi pazienti, oltre che delle strutture sanitarie.

Il ruolo della connettività nella Digital Health

Il termine chiave quando si parla di tecnologie digitale applicata alla sanità è “connected care”: parliamo non soltanto dell’assistenza medica in sé per sé, ma di una serie di concetti collegati fondamentali per il benessere e lo stile di vita dei pazienti, come nel caso – ad esempio – della prevenzione e della cura. Grazie al digitale e alla condivisione delle informazioni cliniche dei singoli le persone vengono “accompagnate” in un percorso di benessere, coinvolgendo tutti i professionisti e le strutture che a vario titolo fanno parte di questa sfera. Quindi non soltanto i medici e il personale infermieristico nelle strutture sanitarie, ma anche i professionisti della rete territoriale e quelli impegnati a domicilio, fino ad arrivare agli attori istituzionali e alle assicurazioni. Tutto questo senza considerare che il modello di “connected care” mette al centro il paziente e ne rafforza la consapevolezza, offrendogli la possibilità di prendersi cura di sé in modo più attento e puntuale.

Il 5G e le potenzialità degli Healthcare Analytics

I vantaggi del nuovo standard mobile per le applicazioni connesse al mondo della sanità sono essenzialmente legati alla possibilità di monitorare a distanza e in tempo reale le condizioni di salute dei singoli pazienti, e anche di intervenire tempestivamente per evitare che si verifichino problemi di particolare gravità. Per arrivare poi fino alle più moderne tecniche di chirurgia, che consentono al medico di operare in real time anche da remoto grazie alla connettività 5G.

In generale questo nuovo modello consente il concretizzarsi di un nuovo rapporto tra medico e paziente, con l’introduzione progressiva di forme di assistenza che vanno dal teleconsulto alla telediagnosi al telemonitoraggio, tutti elementi che fanno parte della famiglia più ampia della telemedicina.

Soprattutto quando si pensa agli italiani che soffrono di malattie croniche, è evidente che rendere più semplice l’accesso alle cure per queste persone può essere un modo per rendere anche più efficiente l’intero sistema, soprattutto a vantaggio dei pazienti. E proprio in questo campo l’emergenza sanitaria del Covid-19 ha reso se possibile più evidenti queste opportunità, dal momento che nei momenti più critici senza la possibilità dell’assistenza da remoto molti cittadini avrebbero corso il rischio di rimanere esclusi dalle cure. A dimostrarlo sono i dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, secondo cui durante l’emergenza Covid-19 il 51% dei medici di medicina generale ha lavorato da remoto per rimanere vicino ai propri pazienti: è evidente che poter contare su soluzioni che facilitano questo genere di assistenza può essere un tema chiave per migliorare la sanità del futuro, basandosi ad esempio sulle possibilità offerte dagli healthcare analytics e dall’analisi dei big data in sanità.

La prospettiva è – dove possibile – quella di prevedere l’erogazione di prestazioni sanitarie in telemedicina e di televisita, in cui proprio l’intelligenza artificiale, analizzando i big data messi a disposizione dal sistema sanitario, può essere in grado di individuare in maniera precoce alcune patologie assicurando un percorso di cura più preciso, tempestivo ed efficace.

Tutto questo, per sintetizzare, rientra nella definizione di sanità digitale per come è stata interpretata dal ministero della Salute: “L’utilizzo di strumenti basati sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per sostenere e promuovere la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e il monitoraggio delle malattie e la gestione della salute e dello stile di vita”.

I vantaggi dell’Intelligenza artificiale per l’analisi dei dati in sanità

Il punto di partenza nel momento in cui si affronta il tema degli healthcare analytics è la considerazione che ogni paziente genera nel suo percorso un insieme di informazioni che possono essere monitorati e confrontati con un database che consente di capire in tempo reale quale sia la situazione clinica e come si stia evolvendo. Il comparto è ben consapevole di queste potenzialità, come dimostrano i dati della ricerca Big Data Analytics in Healthcare Market – Forecast (2021-2026)” recentemente pubblicata da IndustryArc, che prevede una crescita costante degli investimenti in analisi dei big data nel settore sanitario, a un ritmo medio del +21,7% nei prossimi cinque anni, per un giro d’affari che nel 2025 arriverà a valere 71 miliardi di dollari.

Le potenzialità degli healthcare analytics sono ancora più evidenti se si inseriscono in questo scenario anche i dispositivi indossabili, che consentono il monitoraggio sanitario a distanza per i pazienti cronici, permettendo ai medici di tenere sotto controllo parametri come frequenza cardiaca o respiratoria, pressione sanguigna, glicemia, saturazione o temperatura corporea.

I casi d’uso della connected health

Se si volessero percorrere in una rapida carrellata i vantaggi che la connected health può portare al settore sanitario, si potrebbe partire da quelli organizzativi, ad esempio per l’ottimizzazione degli staff, applicando gli algoritmi alle serie storiche sui posti letto e sull’organico, con previsioni dettagliate che aiutano i dirigenti sanitari a prendere le decisioni giuste dal punto di vista organizzativo.

Ma anche lasciando da parte questo aspetto, i vantaggi – come dicevamo – si concretizzano soprattutto per i pazienti e per il loro percorso di cura: in questo caso parliamo di real time alert per avere subito il quadro della situazione di un paziente “in diretta” e dedicargli l’attenzione di cui necessita razionalizzando al meglio le risorse. Lo stesso principio vale ovviamente per il monitoraggio di parametri e stili di vita, grazie ad esempio all’utilizzo di dispositivi wearable, utili per diagnosticare precocemente il rischio di patologie cardiovascolari o connesse al diabete. Allo stesso modo l’analisi dei big data può rivelarsi particolarmente utile per mettere a punto campagne di screening per aree del territorio o fasce d’età particolarmente esposte a un certo tipo di rischi e di patologie.

Applicando infine gli algoritmi di intelligenza artificiale alla diagnostica per immagini si possono fare importanti passi avanti nella ricerca e nella diagnosi di alcuni tipi di patologie, grazie al confronto dello “storico” e arrivando a livelli di precisione che per l’analisi anche del medico “umano” più esperto sarebbero impossibili.

L’impegno di Vodafone Business per la connected Care e gli healthcare analytics

VodafoneBusiness ha deciso di scendere in campo in questo settore con l’obiettivo di sfruttare al meglio la propria affidabilità di player Ict globale, in grado di offrire sia connettività sia applicazioni, affiancato da partner specializzati, per poter proporre soluzioni di telemedicina tramite device indossabili e IoT, piattaforme di collaborazione e remote proctoring.

Da questa proposizione nasce la piattaforma di telemedicina e monitoraggio messa in campo da Vodafone Business, che fornice due tipologie di servizi ai medici specializzati. Da una parte una piattaforma di telemedicina per l’arruolamento dei pazienti corredata da un canale di videocomunicazione per l’effettuazione di sessioni di televisita, e dall’altra una piattaforma di telemonitoraggio che vigili sullo stato di salute dei pazienti tramite la misurazione dei loro parametri vitali.

L’obiettivo di Digital Health Platform, servizio di telemedicina basato su una piattaforma multicanale, è di migliorare e automatizzare i processi di comunicazione in sanità, che prevede un’applicazione ottimale, ad esempio, per lo screening oncologico, per la gestione delle campagne vaccinali e più in generale per la gestione dell’emergenza Covid. Le comunicazioni con i pazienti possono avvenire via Sms, voce tramite Ivr (Interactive Voice Response), chatbot e App, il tutto corredato da una dashboard per il monitoraggio del paziente a disposizione del personale sanitario.

Per il telemonitoraggio e l’acquisizione da remoto dei principali parametri vitali dei pazienti Vodafone Business mette in campo “Wearables per la telemedicina”, soluzione che consente di tenere sotto controllo battito cardiaco, temperatura corporea, pressione arteriosa tramite un indumento sensorizzato: si tratta di device indossabili connessi con una Sim Vodafone integrata per il monitoraggio continuo e la diagnostica multiparametrica per garantire controllo medico preciso e personalizzato garantendo alle persone la stessa qualità della vita.

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