EMERGENZA Coronavirus

Coronavirus, il 5G nel guado. Bisognerà rivedere la roadmap?

La 3Gpp sta gestendo in modalità online gli incontri dei comitati tecnici per l’approvazione (già in ritardo) della Release 16, fondamentale per Ran, core network, network slicing e virtualizzazione. Ma alcune questioni non potranno essere discusse “a distanza”. Si rischia un ulteriore pericoloso delay

26 Feb 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Il coronavirus potrebbe impattare, e non poco, sul roll out delle reti 5G. La cosiddetta Release 16 a cui lavora il 3Gpp – alias le specifiche fondamentali per la Core network, la Ran standalone, la virtualizzazione delle reti e il network slicing, per citare le principali – potrebbe essere rilasciata ben oltre (è peraltro è già stato accumulato un certo ritardo rispetto alla timeline iniziale) gli obiettivi 2020.

Allo stato attuale, il Gruppo sta tentando di negoziare le specifiche per la Ran. Riguardo a quelle legate alla virtualizzazione sono in gran parte finalizzate. E sulla parte Core che si rischia un delay più importante. La questione è legata all’impossibilità da parte di tutti gli attori in campo di discutere e confrontarsi sui vari aspetti. Se è vero che molti dei meeting vengono gestiti online “a distanza” non tutte le questioni potranno essere affrontate senza incontri de visu. Tutti gli incontri del Technical Specification Group (TSG) e del Working Group (WG) sono stati sostituiti con e-meeting per il primo trimestre. E riguardo al secondo la 3Gpp fa sapere in una nota che “i meeting originariamente programmati in Cina, saranno spostati in altre località come misura precauzionale”. Ma considerato che l’emergenza si è ora spostata in Occidente sarà difficile capire dove e quando saranno organizzati gli incontri.

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Quel che si teme di più in questo momento è lo slittamento dell’approvazione delle specifiche per la Ran, la rete di accesso alias la parte più consistente di tutta l’infrastruttura 5G. La standardizzazione sulle altre componenti è meno “strategica”, nel senso che può essere gestita in parallelo e anche in un secondo momento ma senza le specifiche sulla Ran di fatto si blocca tutta la macchina considerato che non sarà possibile procedere con la produzione di componenti indispensabili da parte dei vendor ed anche dalle aziende di telefonia. E effetti a catena potrebbero verificarsi anche sulla messa a punto dei requisiti International Mobile Telecommunications-2020 da parte dell’Itu.

Stando ad alcuni analisti un ulteriore ritardo alla Release 16 potrebbe determinare l’effetto eco in tutto il settore. Le tempistiche legate al Roi slitterebbero in avanti, una pessima notizia per le telco e per i vendor considerati gli ingenti investimenti già messi in campo. Qualcuno si dice più ottimista: gli incontri “virtuali” saranno sufficienti a mandare avanti i lavori senza troppi intoppi. Il prossimo incontro in agenda è dedicato alla presentazione di osservazioni ed eventuali aggiustamenti alla Release 16. E si spera che nelle prossime settimane l’emergenza coronavirus inverta la curva, ossia che si passi dal picco ad una situazione di progressiva normalizzazione. Ma è presto per tirare le somme.

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