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L'INTERVISTA

Da provider di connettività a fornitori di esperienze, così l’AI cambierà il ruolo delle telco

Peter Laurin, a capo della Business Area mondiale dei Managed Services di Ericsson, spiega le nuove frontiere del 5G. “L’esperienza finale fattore principale di differenziazione tra gli operatori”

27 Feb 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

“L’intelligenza artificiale e il machine learning permetteranno alle network operations di trasformarsi da reattive a proattive. Con l’AI possiamo sapere in maniera molto più efficiente e in anticipo quali parametri sono importanti all’interno di una grande quantità di fonti di dati e ciò migliorerà la prestazione della rete e l’esperienza dell’utente finale”. Peter Laurin, a capo della Business Area mondiale dei Managed Services di Ericsson e uno dei “padri” dell’Operations Engine svelato dall’azienda svedese in occasione del Mobile World Congress di Barcellona spiega a Corcom come si stanno già evolvendo le reti mobili e le opportunità che si aprono unendo alla ricetta 5G l’ingrediente dell’intelligenza artificiale.

Laurin, che cosa si potrà fare concretamente sfruttando l’intelligenza artificiale?

Si prevede che il 5G sarà la tecnologia di comunicazione mobile più veloce di sempre con un’implementazione su scala globale e che l’IoT raggiungerà 22,3 miliardi di connessioni entro il 2024. Mentre il mondo corre veloce verso una nuova era digitale, i cui motori sono il 5G, l’IoT e la quarta rivoluzione industriale, sarà fondamentale poter disporre di connettività affidabile, sicura e robusta, mentre la complessità e la posta in gioco crescono al punto tale che è impossibile gestire le sfide senza l’aiuto dell’Intelligenza artificiale, dell’automazione e dall’analisi dei dati. Usando i dati della rete si può per sapere in modo predittivo se un errore avverrà prima che avvenga. E si può ottenere miglior throughput, copertura e fruizione delle app. Una componente chiave di tutte le soluzioni basate sull’AI è l’accesso ai dati. Sfruttando i dati disponibili sulla rete – e varie altre forme di dati esterni tra cui le condizioni meteo, le notizie di attualità o i social media e aggiungendo l’intelligenza delle macchine – le operazioni di rete possono essere svolte in modo più intelligente. Ciò genera valore aggiunto in termini di velocità, flessibilità, miglioramento del Tco e, in definitiva, più elevata soddisfazione degli utenti, se la rete incontra meno problemi, visto che questi vengono proattivamente evitati.

Ericsson sta già operando in questa direzione?

Attualmente abbiamo 20 casi d’uso basati sull’applicazione dell’intelligenza artificiale implementati e testati con operatori di tutto il mondo e continuiamo a lavorare insieme ai nostri clienti su nuovi casi d’uso. L’esperienza finale diventa il fattore principale di differenziazione tra gli operatori, perché gli utenti alzano velocemente le loro aspettative. Dalla seccatura di una clip divertente su Facebook che si blocca proprio prima della battuta finale alle comunicazioni critiche della quarta rivoluzione industriale, dove il piccolo problema tecnico genera conseguenze gravi se impatta l’auto a guida autonoma, la chirurgia remota o le centrali elettriche automatizzate.

Dunque l’adozione dell’intelligenza artificiale cambierà il ruolo delle telco. 

L’adozione del 5G e dell’IoT sta già modificando il ruolo degli operatori di Tlc, visto che stanno entrando in nuovi mercati come l’Industria 4.0. Al tempo stesso, poiché l’enhanced mobile broadband (Embb) si appresta a diventare uno dei primi casi d’uso globali su vasta scala del 5G, gli operatori si stanno trasformando da fornitori di connettività a fornitori di esperienze.

È qui che l’AI ha un ruolo cruciale da svolgere, perché darà agli operatori gli strumenti – in combinazione col 5G e l’IoT – per assumere la veste di “fornitori di esperienze” in modo efficiente e agile, permettendo loro di dare supporto alla trasformazione digitale di centinaia di settori industriali in tutto il mondo e di erogare esperienze utente che oggi nemmeno immaginiamo.

Si può aumentare anche la “difesa” delle reti? L’AI può renderle più sicure?

Il 5G è la tecnologia di rete più sicura mai messa a punto. Noi sulla sicurezza non accettiamo deroghe. Lavoriamo in collaborazione con i clienti per assicurarci di rispettare costantemente i più alti standard possibili; garantiamo che le loro attività siano adeguatamente protette.

Ericsson Operations Engine si inserisce in questo approccio aggiungendo la AI-driven security, progettata per adattarsi e imparare da ogni futura minaccia. I nostri test hanno dimostrato fino al 20% di riduzione degli incidenti e delle interruzioni sulla rete dopo l’implementazione di Ericsson Operations Engine e abbiamo verificato di poter garantire che l’Enterprise IoT, l’utilizzo e la conservazione dei dati delle aziende e i nuovi casi d’uso del 5G saranno tutti gestiti in sicurezza. Ericsson Managed Services ha ottenuto la certificazione ISO 27001 nel 2006; nel nostro approccio sistemico alla sicurezza, assicuriamo livelli di protezione omogenei su tutta l’attività del cliente su base globale.

Immaginando le reti di qui ai prossimi 10 anni quali evoluzioni vede?

Le reti di domani saranno più complesse. 5G, IoT e Cloud cambieranno le reti e emergeranno nuovi use case. I casi d’uso mission critical sia per i consumatori che per l’industria creeranno nuove esigenze che le reti saranno chiamate a soddisfare. Per poter gestire reti complesse pensiamo che l’AI e l’automazione saranno cruciali. Per questo noi di Ericsson stiamo investendo pesantemente in AI e automazione; anzi, lo facciamo da almeno 10 anni e oggi vantiamo 600 brevetti in AI/ML. Con la divisione Managed Services, con cui gestiamo reti per conto di operatori nostri clienti, abbiamo fatto moltissima strada da quando abbiamo iniziato il nostro cammino nell’AI. Attualmente abbiamo 20 casi d’uso basati sull’AI implementati e testati e questo mese abbiamo lanciato la nostra piattaforma per operations AI-driven, l’Ericsson Operations Engine.

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