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INVESTIMENTI

Guindani: “Per reti in fibra e 5G serviranno fino a 27 miliardi”

Il presidente di Asstel: “Mercato italiano Tlc è quello a più alto tasso di investimento a fronte di ricavi in calo. Sostenibilità economico-finanziaria del settore deve essere obiettivo di tutto il sistema-Paese”

09 Mag 2019

M. F.

Per lo sviluppo del 5G e della fibra serviranno da 22 a 27 miliardi di euro mentre 35-45 miliardi saranno necessari per il “business as usual” fra cui lo sviluppo del 4G che comunque continua a creare domanda: il presidente di Asstel Pietro Guindani, dati della Commissione Ue alla mano fa il punto sugli investimenti nelle reti di nuova generazione. Secondo i dati dell’associazione nel settennato 2018-2025 la spesa per le reti si attesterà fra i 55 e i 70 miliardi di euro.

“Le risorse devono venire dall’autofinanziamento, visto che il limite di indebitamento è stato ampiamente utilizzato”, sottolinea il presidente di Asstel il quale evidenza che “la sostenibilità economico-finanziaria del settore delle telecomunicazioni deve essere un obiettivo di tutto il sistema-Paese, atteso il grande valore che le telecomunicazioni generano nella vita delle persone e a supporto del sistema economico-produttivo”.

Riguardo al mercato italiano il settore delle telecomunicazioni “è quello a più alto tasso di investimento, 7 miliardi di investimenti all’anno sono pari al 22% dei ricavi. Per ogni 10 euro che paghiamo come clienti, 2,2 euro vanno dritti ai fornitori di tecnologie nella forma di investimento“. Negli ultimi anni – puntualizza Guindani – gli investimenti sono cresciuti passando dal 16% dei ricavi nel 2012 al 22% nel 2017, “questo mentre i ricavi calavano”. Gli investimenti sono in crescita “perché siamo obbligati a farlo per non uscire dal mercato, è una crescita figlia della competizione per la realizzazione di reti 4G e in fibra”. Dal 2007 al 2017, “tutti gli operatori delle telecomunicazioni in Italia hanno visto i ricavi contrarsi complessivamente di 9 miliardi, passando da 36 a 27 miliardi con un calo del 25% dei ricavi assoluti, i volumi invece si moltiplicavano. Lavoriamo sempre di più per ricevere sempre meno in cambio e per il 2018 non ci sono miglioramenti attesi”.

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