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Hu Kun (Zte): “Nuove reti e servizi 5G con la collaborazione pubblico-privati”

Per il numero uno in Italia del gruppo cinese è necessario proseguire nello sforzo di infrastrutturazione del Paese. Ma anche togliere vincoli burocratici che ostacolano la realizzazione dei nuovi siti

01 Mar 2018

Gildo Campesato

Direttore responsabile

 

Gildo Campesato

“L’enfasi dato agli investimenti sulla banda ultralarga in Italia è molto importante. Negli ultimi anni l’Italia è stata al centro del dibattito e dello sviluppo della banda ultralarga proprio grazie all’azione del governo uscente – osserva Hu Kun, amministratore delegato di ZTE Italia e presidente di ZTE Western Europe – È chiaro però che adesso non bisogna fermarsi, ma proseguire sul cammino intrapreso. ZTE porterà avanti questa strategia con impegno ed entusiasmo, dispiegando sia tecnologia che parti di ricambio”.

Alla banda ultralarga sono state destinate molte risorse pubbliche attraverso Infratel. Si tratta di andare avanti sulla via indicata dalla legislatura appena finita o è necessario un ripensamento, magari con un ruolo più significativo dei privati rispetto al pubblico?

L’infrastruttura telco è una risorsa strategica per il Paese. Il ruolo del governo non è solo quello di regolamentare l’industria, ma anche quello di fornire guida e sostegno, al fine di ridurre il divario digitale e rendere l’infrastruttura telco disponibile a tutta la popolazione del Paese. Personalmente ritengo che sistemi così complessi vadano gestiti attraverso sistemi misti, composti cioè da pubblico e privato. Per cui è corretto andare avanti incentivando i privati, ma con il sostegno e il supporto del ruolo pubblico, che rimane molto importante.

Che pensa dell’affermazione di Gentiloni per cui Internet a banda larga è un servizio universale?

Che il Presidente del Consiglio ha ragione. In un mondo sempre più connesso e sempre più veloce la banda larga costituisce, sarà un elemento indispensabile.

Vi sono ancora ostacoli, ad esempio di tipo amministrativo, da superare per la posa delle nuove reti su cui il nuovo governo dovrebbe porre particolare attenzione?

Lo snellimento delle procedure è auspicabile, ma non tanto per noi operatori del settore, quanto per il consumatore finale che dovrebbe avere in tempi brevi il novo servizio. Per fare un esempio specifico, il 5G sarà presto disponibile nel nostro Paese, ma se la procedura di autorizzazione non verrà ottimizzata il vincolo delle emissioni radio rallenterà lo sviluppo della nuova tecnologia.

Quanto sono importanti stabilità e supporto normativi per aiutare gli investimenti delle telco?

Direi che sono fondamentali.

Le infrastrutture da sole non bastano, è necessario anche lo sviluppo dei servizi digitali. Concorda?  Come la politica può favorire la digitalizzazione di imprese, pubblica amministrazione, cittadini?

Concordo pienamente sul fatto che sviluppare i servizi digitali sia fondamentale per incrementare il valore strategico della struttura telco. Credo sia importante che politica e aziende lavorino a stretto contatto per promuovere il servizio. Per esempio, nel Centro di Ricerca di ZTE sul 5G/IOT, non faremo solo ricerche sulla tecnologia 5G di per sè, ma cercheremo di creare un ecosistema attorno al 5G per testare gli use case e far conoscere alle persone i vantaggi che questa tecnologia può portare. In senso più generale, voglio dire che il ministro Carlo Calenda ha impresso una forte accelerazione in questo senso. Mi auguro che il prossimo governo prosegua e aumenti il suo impegno.

I voucher per l’uso dell’ultrabroadband possono essere una buona idea? A che condizioni?

Sicuramente lo sono. Le condizioni non spetta a me suggerirle.

L’Italia ha detto di volere essere all’avanguardia in Europa sul 5G tanto da sperimentarne i servizi in 5 città. La convince tale enfasi?

Non parlerei di enfasi, ma di affermazione suffragate dai fatti. Il governo ha fatto molto sul 5G, il lavoro del sottosegretario Giacomelli non può che essere lodato, in questo senso. Noi abbiamo investito diversi milioni di euro per aprire il nostro Centro di Ricerca e Innovazione a L’Aquila. Non lo avremmo fatto se non ci fossero state le condizioni politiche ed economiche.

E a quali condizioni l’Italia può effettivamente diventare leader nel 5G?

Se continuerà ad investire in questa tecnologia e a stimolare il mercato ad essere sempre aperto.

Siamo prossimi alle aste delle frequenze sul 5G. Quali sono gli obiettivi da privilegiare? La massimizzazione delle entrate pubbliche? L’ingresso di nuovi player? Gli investimenti nelle reti consentendo una rapida infrastrutturazione del 5G?

 

Preferisco non rilasciare commenti quando stanno per essere lanciate gare. Ma come già affermato in precedenza, oltre agli investimenti, il governo potrebbe fare qualche sforzo nell’ottimizzazione delle procedure operative, come ad esempio nella procedura di autorizzazione del sito.

Che ne pensa del “modello francese” con lo Stato che ha dato in uso pressoché gratuito le frequenze 5G agli operatori esistenti in cambio di una veloce e diffusa posa delle nuove reti?

Non so se il governo francese manterrà lo stesso approccio quando il 5G sarà commercializzato. Ma ogni Paese ha una sua visione e una sua sensibilità su questo tema. L’importante è che tutti abbiano chiaro che il 5G è talmente importante da cambiare in meglio le vite di ciscuno di noi e da migliorare il sistema che comprende industria, infrastrutture e servizi.

Cosa dovrà fare il nuovo governo per favorire l’uso e i servizi delle reti 5G?

Ragionare insieme a tutti gli operatori. Per questo auspico un tavolo di confronto subito dopo le elezioni.

Rete fissa e rete mobile vanno sempre più integrandosi. È immaginabile un modello di rete condiviso tra operatori?  A che condizioni?

Non voglio rispondere su tematiche inerenti i nostri clienti. Qualunque cosa decideranno gli operatori, ZTE si impegnerà per garantire il massimo supporto.

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