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IL DIETROFRONT

Auto connesse, il wi-fi non la spunta sul 5G: l’Europa dice no

Con 21 voti contrari, fra cui quello dell’Italia, stop al progetto che prevedeva l’adozione del wireless versus il 5G per abilitare la connettività a bordo auto in tempi rapidi in nome della sicurezza stradale. Plaude Asstel: “Il 4G già consente di abilitare i servizi in sicurezza”

04 Lug 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

21 Paesi Ue, fra cui l’Italia, hanno votato – in occasione del Consiglio Ue – contro la proposta dell’esecutivo europeo di adottare il wi-fi in qualità di “standard” per la connettività a bordo auto. Anche Francia e Germania si sono schierate per il no, a dispetto dell’approvazione lo scorso aprile da parte dei legislatori del piano wi-fi.

La Commissione Europea vuole fissare dei benchmark per le auto connesse, un mercato che potrebbe generare miliardi di euro di ricavi per i produttori di automobili, ma anche perle telco e per i produttori di device e strumenti di “bordo”. Ma la scelta fra wi-fi e tecnologia mobile – in vista el 5G – ha spaccato da subito i fronti, con la creazione di lobby a difesa delle proprie istanze. Se dalla parte del wi-fi ci sono Renault, Toyota, NXP, Autotalks e Kapsch TrafficCom, si sono schierati invece a favore del 5G Daimler, Ford, Gruppo PSA, Deutsche Telekom, Ericsson, Huawei Intel, Qualcomm e Samsung.

La Commissione ha difeso la sua posizione sulla tecnologia wifi, facendo leva sull’immediata disponibilità e dunque sulla possibilità di poter offrire sin da subito servizi innovativi in nome della sicurezza stradale, laddove per il 5G bisognerà aspettare. Ma i fautori del 5G hanno opposto la tesi delle performance incomparabili fra le due tecnologie e sempre in nome della sicurezza stradale hanno invitato l’esecutivo europeo a tenere conto delle potenzialità della quinta generazione mobile in termini di affidabilità e immediatezza.

“A confronto con il WiFi, le tecnologie 4G-LTE e 5G-NR sono migliori in termini di prestazioni, copertura, costi e sicurezza. Già oggi la tecnologia 4G-LTE è supportata da una amplissima rete di infrastrutture che copre tutto il territorio nazionale, come autostrade, strade urbane e aree rurali. In prospettiva, gli obblighi di copertura associati all’utilizzo delle frequenze 5G prevedono il raggiungimento della medesima copertura territoriale”, si legge sulla nota emessa da Asstel che ha accolto positivamente la posizione del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dei Trasporti del governo italiano “posizione determinante per il rigetto della proposta che prevedeva l’adozione della tecnologia WiFi per le auto connesse. “Con questa decisione l’Europa ha consentito di scegliere liberamente quali tecnologie utilizzare per la realizzazione dei sistemi intelligenti per il controllo e la sicurezza dei trasporti veicolari – commenta  il Presidente dell’Associazione, Pietro Guindani -. L’approvazione dell’atto delegato avrebbe negato questa libertà, favorendo sistemi wi-fi con prestazioni inferiori ai sistemi cellulari 5G”.

“La decisione di oggi è un’ottima notizia per la sicurezza stradale, ma anche un segnale chiaro che l’UE crede nella tecnologia mobile e 5G come volano per il settore dell’auto”, commenta Lise Fuhr, Direttore Generale di Etno.

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