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IL CASO

L’azzardo di Apple: partita 5G rimandata al 2020

Secondo Tim Cook il nuovo standard non sarà rilevante a breve. Ma la realtà è che la dura battaglia legale con Qualcomm ha rallentato l’approvvigionamento dei componenti necessari per gli smartphone di nuova generazione. Un ritardo “obbligato” che rischia di dare troppo vantaggio ai competitor

06 Mar 2019

Antonio Dini

La scommessa di Tim Cook che le reti 5G non saranno rilevanti fino al 2020 rischia di costare molto cara ad Apple. Una scommessa obbligata, in una certa misura, dalla lite nei tribunali con Qualcomm, principale fornitore di processori e modem per smartphone, che si confronta su questioni di brevetti e royalties con Apple, mentre il secondo fornitore dell’azienda guidata da Tim Cook, cioè Intel, è ancora in ritardo con lo sviluppo di modem 5G per i telefoni cellulari. Risultato: Apple è in ritardo di 12 mesi e rischia di avere forti problemi di approvvigionamenti anche nel 2020.

In un lungo articolo Bloomberg prevede infatti che Apple attenderà fino al 2020 prima di rilasciare una versione 5G del suo iPhone, con un arco di tempo che mette il lancio dello smartphone di Cupertino ben dopo rivali come Samsung e Huawei. E Apple potrebbe ancora faticare per ottenere i componenti necessari per costruire il prodotto anche dopo il 2020.

Secondo Bloomberg, Apple è “in una posizione difficile” data la sua dipendenza dai prodotti modem di Intel, e ha quattro opzioni per affrontare la situazione, “nessuna delle quali però è l’ideale”.

Secondo l’analista Matthew Ramsay, “i nostri contatti industriali al Mobile World Congress di Barcellona sono rimasti sorpresi quanto noi che Apple sia in questa situazione”. Le azioni di Apple sono diminuite dello 0,2 percento nei primi scambi. Intel è calata dello 0,7 percento.

La prima opzione di Apple, sostengono gli analisti contattati da Bloomberg, è di “lanciare 18 mesi dopo la competizione un telefono 5G con un modem di qualità inferiore a quelli di Qualcomm, realizzato dia Intel, probabilmente senza le capacità di usare le onde millimetriche o mmWave”, riferendosi alla banda di spettro che può essere utilizzata per le comunicazioni wireless ad alta velocità del 5G.

Un’altra opzione sarebbe quella di “ottenere un modem 5G dal principale concorrente Samsung“, anche se probabilmente questo accordo avverrebbe in “termini commerciali difficili“. L’uso di un modem 5G di Huawei è “fuori dal tavolo come opzione”. Invece “lo stack di MediaTek è troppo indietro in termini di timeline”.

Apple potrebbe anche risolvere le controversie con Qualcomm e tornare ai suoi modem, ma ci si chiede se “non sia già troppo tardi” Le due aziende sono state bloccate in una battaglia legale durata oltre un anno relativa a violazioni di vari brevetti.

La quarta opzione dell’azienda consisterebbe nell’acquistare il business modem di Intel e sviluppare internamente i componenti necessari. Questo sarebbe “una ragionevole ma costosa soluzione a lungo termine”, e “sarebbe molto difficile arrivarci con una timeline che guardi anche solo alla seconda metà del 2020”.

Le azioni di Apple hanno guadagnato oltre il 20% dal minimo di gennaio arrivato a seguito una previsione di vendita inferiore alle stime rilasciata da Apple ai primi dell’anno. Lunedì, Apple ha chiuso ai massimi livelli dall’inizio di dicembre, sebbene rimanga il 24 percento sotto il picco record raggiunto ad ottobre. Gran parte della debolezza è stata alimentata dalla debole domanda di iPhone, il prodotto di punta di Apple, e gli analisti ritengono che solo una versione 5G del telefono possa rinvigorirne le vendite.

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