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TELCO PER L'ITALIA 2019

Mazzocchini: “Il 5G va progettato end-to-end. Ovvio ma non banale”

In un articolo a firma per Corcom l’Ad di Nokia Italia spiega come gli operatori dovrebbero affrontare l’implementazione e il lancio delle nuove reti nel modo più economico possibile per massimizzare il ritorno sugli investimenti

25 Giu 2019

Massimo Mazzocchini

AD Nokia Italia

Il 2019 è l’anno del 5G. Il suo lancio è già avvenuto in Paesi come gli Stati Uniti e la Corea del Sud. Nokia ha attualmente in atto 42 accordi commerciali per reti 5G con operatori in tutto il mondo e il ritmo è in continua ascesa: dalla fine di marzo, abbiamo aggiunto in media un importante contratto a settimana. Nonostante la percezione comune che l’Europa sia molto indietro rispetto all‘andamento generale, stiamo assistendo a un notevole slancio positivo. In alcuni Paesi europei, l’indispensabile spettro di frequenze 5G non è ancora stato assegnato e pertanto molti operatori di reti hanno ancora le mani legate, poiché senza spettro 5G semplicemente non può esistere una rete 5G (si veda http://5gobservatory.eu/observatory-overview/5g-scoreboards/).

L’Italia si è mossa velocemente e ha assegnato lo spettro 5G già l’anno scorso, entrando così a far parte dei pionieri europei del 5G, come già testimoniato dal lancio di Vodafone a Milano. Ma l’asta record mondiale da 6,5 miliardi di euro per l’assegnazione delle frequenze è stata molto onerosa per gli operatori e potrebbe aver compromesso le loro capacità di investimento. Pagare il conto delle frequenze infatti non basta ad assicurare agli operatori una sola antenna o stazione base né a distribuirle all’interno di una rete funzionante.

Questo ci porta a interrogarci su come gli operatori dovrebbero affrontare l’implementazione e il lancio del 5G nel modo più economico possibile così da massimizzare il ritorno sugli investimenti. Possono iniziare aggiornando il proprio software di accesso radio e mantenendo la connessione alla rete core Lte esistente (5G Non-Stand-Alone, o NSA) per aumentare la capacità nel breve periodo. Ma il 5G va ben oltre le frequenze radio e il 5G NSA è poco più di un 4G potenziato.

La “cloudificazione” degli elementi di rete è un altro passo fondamentale per la preparazione al 5G. Questo è estremamente importante perché il 5G richiede un’infrastruttura sottostante fondamentalmente diversa. Gli operatori devono soddisfare le esigenze di maggiore capacità, tempi di latenza bassissimi ed estrema affidabilità per accedere alle opportunità commerciali delle reti 5G soprattutto nei settori verticali. Il portafoglio completo end-to-end di Nokia è in grado di supportare questa evoluzione: da radio e core a backhaul e fibra ottica, alle soluzioni cloud e software, oltre alla sicurezza e a un portafoglio completo di servizi per progettare, implementare e gestire una rete 5G.

Insieme ad Analysys Mason, Nokia ha creato il primo indice di maturità 5G del settore e ne ha identificato sei fattori chiave e un insieme di best practice che gli operatori dovrebbero considerare per conseguire la maturità 5G e aumentare le proprie possibilità di successo nell’era del 5G. Gli operatori dovrebbero perseguire obiettivi strategici ambiziosi, che generano direttamente nuovi flussi di entrate. E distribuire il 5G come piattaforma: esplorare un’ampia gamma di servizi 5G e adottare un approccio flessibile che possa essere adattato rapidamente per casi d’uso inaspettati.

Un forte ecosistema di partner in tutti i settori è fondamentale per massimizzare le opportunità di profitto: identificare un’ampia varietà di partner che contribuiranno a fornire nuovi servizi abilitati per il 5G e daranno vita a una ricca comunità incentrata sull’operatore.

L’agilità della distribuzione commerciale è fondamentale per ridurre il time-to-profit. Ciò include l’intera piattaforma, compresi i sistemi di supporto operativi e aziendali (OSS/BSS). Trasformare queste piattaforme abilitanti in tandem con la pianificazione 5G, per creare un contesto digitale agile in grado di supportare tutti i tipi di modelli di business e tutti i settori e che riduca notevolmente i tempi e i costi per il lancio di nuovi servizi.

Riguardo all’automazione end-to-end delle reti e dei processi aziendali bisogna puntare al livello massimo di automazione, sia delle operazioni di rete che dei processi aziendali, e definire una chiara tabella di marcia verso l’automazione end-to-end per massimizzare l’efficienza e la reattività del 5G in futuro.

Investire poi in una varietà di tecnologie digitali in grado di aumentare l’impatto del 5G, tra le quali l’intelligenza artificiale/apprendimento automatico e il cloud telco, oltre che in nuovi processi come la metodologia DevOps è fondamentale. Bisogna allineare con cura tali tecnologie e processi a una strategia di trasformazione globale con obiettivi chiari.

Gli operatori possono ovviamente adottare una serie di strategie diverse per allineare i loro programmi 5G agli obiettivi commerciali e al proprio percorso di trasformazione digitale. Può sembrare ovvio, ma pensare (e costruire) il 5G end-to-end e assicurarsi che il processo e le operazioni aziendali possano tenere il passo con l’agilità che il 5G è in grado di fornire è fondamentale per sfruttarne appieno il potenziale e ottenere un vantaggio sulla concorrenza grazie al 5G.

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