IL DOCUMENTO

Newco Iliad-WindTre, disco verde Agcom: “Stimolerà gli investimenti anche nel 5G”

L’Autorità non intravede criticità né sul fronte della concentrazione delle frequenze né su quello della competizione. E anzi ritiene che il progetto possa spingere i competitor a puntare sulle aree meno popolate in chiave di abbattimento del digital divide

09 Ago 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

5g

La newco annunciata da Iliad e WindTre per la realizzazione di una rete mobile congiunta nelle aree meno densamente popolate dell’Italia non solo non limita la concorrenza ma addirittura la promuove, stimolando i competitor a investire nelle zone più disagiate e a spingere anche sul fronte dell’infrastrutturazione 5G. Questa la conclusione a cui è giunta l’Agcom nel dare il via libera alla costituzione della newco annunciata dalle due società ad aprile.

Il parere dell’Agcom e i vincoli alla joint venture

Nel parere da circa una cinquantina di pagine (SCARICA QUI IL DOCUMENTO) realizzato su richiesta del ministero dello Sviluppo economico, parere che fa seguito a quello dell’Autorità Antitrust, si esaminano nel dettaglio i termini dell’operazione – oggetto anche di ulteriori richieste di chiarimenti a seguito della prima audizione del 29 aprile – e si mettono nero su bianco i vincoli e le condizioni affinché non si verifichino squilibri nell’ambito dell’uso delle frequenze.

Agcom ritiene intanto necessario che le due telco prevedano la possibilità di scioglimento anticipato della joint venture e del relativo accordo, introducendo un termine per la disdetta idoneo ad assicurarne la flessibilità. Modifica che dovrà essere notificata al Mise, all’Antitrust e alla stessa Agcom che si riserva di intervenire qualora fosse necessario.

Riguardo alla governance e alla gestione dei flussi informativi fra le due società Agcom ritiene che debbano essere predisposti opportuni presidi atti a garantire il rispetto dei requisiti di autonomia delle parti e di indipendenza e terzietà della Jv dandone esplicita evidenza nell’accordo.

Sul fronte frequenze restano in capo alle due società gli obblighi normativi e nessuna modifica potrà essere effettuata in corso d’opera se non previa richiesta di autorizzazione al Mise e alle autorità competenti.

Le garanzie assicurate da WindTre e Iliad

Riguardo al merito delle richieste Iliad e WindTre hanno puntualizzato che la costituzione della joint venture non riguardi i diritti di utilizzo delle frequenze e che non sia previsto alcun affitto o trasferimento delle frequenze di WindTre e Iliad alla Jv né da WindTre a Iliad. Le società sottolineano che il progetto sarà strutturato in modo tale da garantire che entrambe continuino a sviluppare i propri servizi al dettaglio e all’ingrosso in modo del tutto indipendente l’una dall’altra e quindi di competere in modo indipendente sul mercato. E tenendo conto dei parametri specificati dal Berec le parti asseriscono che il progetto non avrebbe alcun impatto in termini di quote di mercato e riguardo all’impatto geografico sarebbe limitato a specifiche aree del territorio nazionale dove l’implementazione della copertura di rete è più impegnativa e costosa. Le due aziende sostengono inoltre che il progetto garantirebbe una migliore connettività per la popolazione nelle aree interessate dalla jv e hanno dato garanzie in merito all’utilizzo efficiente dello spettro.

La concentrazione delle risorse spettrali

Concentrazione delle risorse spettrali tale da determinare un divario rispetto agli altri operatori di poco più di 10 punti percentuali nelle bande di frequenza superiori al Ghz e di circa 5 punti in quelle più pregiate, concentrazione che avrebbe luogo solo nelle aree interessate dall’accordo e quindi una percentuale relativamente ridotta della popolazione. Per concludere: lo sbilanciamento della dotazione frequenziale di per sé non indica specifiche criticità. Non solo: il progetto sortirebbe un efficientamento degli investimenti nelle aree meno popolate. Riguardo all’impatto sulla concorrenza del mercato e sugli investimenti degli operatori secondo Agcom la jv non è in grado di creare barriere all’ingresso o all’espansione dei concorrenti.

L’analisi sulla concorrenza del mercato

Riguardo all’analisi sulla concorrenza dei mercati all’ingrosso e al dettaglio che potrebbero essere impattati dal progetto dal documento emerge che WindTre e Iliad sono il terzo e quarto operatore nel mercato delle comunicazioni elettroniche mobili con quote del 24,5% e dell’8% (considerando le sim human+ M2M). Pochi punti separano WindTre da Vodafone a quota 28,4%. WindTre risulta essere il principale operatore nel mercato delle sim human con una quota del 26,5% superiore di tutti gli altri operatori a partire da Tim (25,5%) e Vodafone (23,1%). WindTre è il quarto operatore del mercato dei servizi di accesso retail alla rete fissa, con quote del 14% degli accessi broadband e ultrabroadband con tecnologie Dsl, Fttc e Ftth.

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