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STRATEGIE

Tim, Genish: “Resto in sella, avanti sul 5G”

Tensioni sulla governance del gruppo, il numero uno: “Situazione problematica che sta diventando insostenibile, ma io rimango concentrato sul mio lavoro”. Ora focus sulla nuova tecnologia: “Mi auguro che la politica sia al fianco delle telco”. Ma spunta l’ipotesi di pagamento anticipato delle frequenze messe all’asta: e il mercato punisce il titolo

08 Ott 2018

“Non mi interessano indiscrezioni sul mio incarico, vado avanti”. Lo dice il numero uno di Tim Amos Genish: “Sono concentrato sul mio lavoro, sui nostri clienti, sui nostri lavoratori, su tutti gli azionisti” ha detto l’Ad sottolineando che “nessuno è soddisfatto delle congetture e dei leak che ci riguardano, e non aiutano il lavoro del management. E’ una situazione problematica che crea molto fastidio e sta diventando insostenibile. E’ responsabilità di tutti che questo si risolva” ha detto il manager in un’intervista a Affari & Finanza della Repubblica con cui fa il punto sul suo ruolo all’interno dell’azienda Tlc all’indomani dell’asta 5G. Certo, prosegue Genish, “la governance potrebbe essere migliorata, tramite un maggior allineamento tra azionisti, management e cda, per il bene dell’azienda”. “Come sempre, nei prossimi mesi discuteremo il nuovo Piano strategico 2019-2021 – ha detto -, e questo confronto sarà cruciale per assicurarsi che ci sia allineamento tra il Consiglio, il management e i principali azionisti”.

Quanto al recente esborso per l’asta 5G, “genererà un ritorno economico soddisfacente”. E si augura “che la politica sia al fianco delle telco”. “L’asta aveva delle condizioni che massimizzavano gli incassi per il governo – ha detto -, e abbiamo quindi investito molto. Ma siamo certi che il 5G genererà un ritorno economico soddisfacente, perché ora avremo un’offerta fortissima”, rileva. “Il ministro Di Maio ha riconosciuto che parte dell’introito della gara 5G dovrà essere reinvestito in nuove tecnologie“.

ll 5G, secondo Genish, richiederà “molte nuove antenne e auspichiamo che il governo voglia adeguare l’Italia agli standard europei nel campo dei limiti elettromagnetici“.

“Il titolo Tim è stato penalizzato da effetti esterni, come il rischio paese – ha proseguito – e dal downgrade del settore a livello europeo, ed altri come l’arrivo di Iliad, gli investimenti per il 5G, il negativo tasso di cambio in Brasile e i temi legati alla governance”, “sono tuttavia convinto che il mercato apprezzerà la nostra capacità di superare questi eventi meglio del previsto”.

Genish definisce il 5G “una rivoluzione”, spiega, che vedrà arrivare i primi telefonini entro giugno prossimo e che spingerà Tim alla ricerca di nuove joint venture per i contenuti. Poi spiega Genish dove e quando i cambiamenti più rilevanti: “In Italia già a partire da aprile giugno 2019 e sicuramente entro il 2020 vedremo le differenze – ha chiarito Genish -. Io dividerei l’effetto del 5G in tre comparti. Il primo è creare una smart nation con delle smart city, il secondo è uno smart business, ovvero automazione delle fabbriche, più produttività, auto a guida autonoma, droni per l’agricoltura. Il terzo è quello dell’intrattenimento e della cultura”.

Ma nonostante le rassicurazioni di Genish Telecom Italia si avvicina di nuovo ai minimi in area 0,47 euro già toccati la scorsa settimana. Livelli che le azioni del gruppo di tlc non vedevano dall’estate del 2013. Al centro delle preoccupazioni degli investitori la prospettiva, configurata da un articolo di ieri della Repubblica, secondo cui il Governo starebbe valutando di anticipare gli incassi delle aste 5G chiedendo rate più alte di quelle previste dalla legge di Stabilità che concentra i pagamenti soprattutto nell’ultimo esercizio (quando la banda 700 Mhz sarà liberata dai broadcaster). Due le ipotesi in campo, una meno aggressiva che anticipa in parte gli esborsi a partire dall’anno venturo, l’altra più aggressiva che prevede per le telco il pagamento di un miliardo l’anno (oltre al maxi-esborso finale). Anche se secondo Equita “questa ipotesi sarà improbabile visto che andrebbe a modificare completamente il disciplinare di gara’. Inoltre secondo gli analisti sono poco probabili interventi governativi particolarmente punitivi, “sembrerebbero in contrasto con i commenti del Governo di volere supportare le società di tlc dopo il forte esborso sostenuto” con l’asta.

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