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Tlc mobili e infrastrutture outdoor, il mercato prepara la transizione dal 5G al 6G



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La spesa sulle attrezzature di rete mobile di quinta generazione rallenta: è previsto un picco di 92 miliardi di dollari nel 2027 per poi decrescere e lasciare spazio agli investimenti negli apparati per le reti del prossimo futuro

Pubblicato il 2 apr 2026



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Il mercato delle infrastrutture outdoor per il 5G rallenta in vista della nuova era della connettività mobile, quella trainata dal 6G. Secondo l’ultimo report di Abi Research, le vendite mostrano un ristagno nel 2025, una tendenza che dovrebbe proseguire anche nel 2026, con una spesa globale prevista a circa 92 miliardi di dollari nel 2026 e nel 2027, un picco cui seguirà la decrescita.

Abi Research stima, infatti, che il mercato delle infrastrutture outdoor per il 5G scenderà a un valore di 65 miliardi di dollari entro la fine del 2031, con il completamento della maggior parte delle implementazioni di quinta generazione e l’inizio della preparazione degli operatori per le reti 6G.

Infrastrutture outdoor per il 5G verso il picco

“Le implementazioni 5G hanno registrato una crescita significativa nel corso degli anni, con stime di settore che indicano oltre 350 reti 5G attualmente operative a livello globale”, indica Matthias Foo, Principal analyst di Abi Research. “Per la fine del 2025, si prevede che la copertura globale della popolazione con il 5G raggiungerà il 60%, trainata in parte dalle rapide implementazioni in India, dove sono state installate oltre 500.000 stazioni base 5G in tre anni”.

Con la maturazione delle implementazioni 5G, i fornitori di apparati di rete (Nev) stanno iniziando a segnalare una crescita più lenta nel settore delle attrezzature per la rete di accesso radio (Ran). Anche se implementazioni avanzate come il 5G-Advanced stanno emergendo in mercati come Stati Uniti, Cina e Arabia Saudita, la domanda complessiva di infrastrutture si sta stabilizzando dopo anni di rapida espansione.

I risultati dei vendor: si guarda al 6G

I recenti risultati finanziari dei principali fornitori confermano questa tendenza. Ericsson ha registrato una crescita piatta nel settore Ran nel 2025 e prevede un andamento simile per il 2026. Nokia ha riportato una performance stabile nel suo segmento Reti mobili. Ze ha registrato un calo del 5,9% su base annua nel suo segmento Reti per operatori nella prima metà del 2025.

Abi Research prevede comunque una crescita a breve termine nel 2026, supportata dalle implementazioni in corso in mercati come Malesia, India, Argentina, Perù e Vietnam. Allo stesso tempo, l’adozione di Open Ran crescerà a un Cagr stimato del 26,5% fino al 2031, rappresentando circa il 23% della base installata. Il mercato rimarrà in gran parte dominato dai fornitori già presenti e che già si stanno preparando a spostare il portafoglio verso prodotti per il 6G.

Le telco sono pronte alla nuova era mobile?

Ma il mondo delle comunicazioni sta facendo abbastanza per prepararsi al 6G? L’ultimo DSP Leaders Industry Vision Report, pubblicato da TelecomTV dopo il sondaggio condotto a gennaio 2026, descrive un settore profondamente diviso. Il quadro complessivo evidenzia segnali di crescente inquietudine, mentre iniziative pubbliche e private stanno accelerando i tempi rispetto al tradizionale orizzonte del 2030, fissato dal 3Gpp per le prime specifiche complete.

Secondo il report, solo il 40% degli oltre cento membri del Dsp Leaders Council ritiene adeguati gli attuali livelli di ricerca e pianificazione. Parallelamente, la quota di chi vede già un ritardo significativo sale al 30%, con un balzo netto rispetto al 19% dello scorso anno. Questo cambiamento di percezione è un campanello d’allarme che arriva proprio mentre la corsa ai pre-standard si intensifica e comincia a ridisegnare il ritmo dell’innovazione.

La roadmap del 6G: l’Europa non deve attendere

Mentre una parte del settore considera appropriato procedere secondo le scadenze ufficiali, un’altra teme che il comparto stia perdendo terreno. La diminuzione dei cosiddetti “naysayer” – oggi al 24%, contro il 35% del 2025 – segnala un cambio di clima: lo scetticismo verso il 6G sta cedendo il passo alla consapevolezza che l’evoluzione non può attendere.

Il passaggio più significativo arriva dall’annuncio, durante il Mwc26, della nuova iniziativa strategica di Qualcomm per definire una roadmap industriale che punti a sistemi commerciali 6G già nel 2029. Un anno prima del calendario 3Gpp, ma soprattutto in linea con la richiesta del governo statunitense di rendere disponibili chip pre-standard entro le Olimpiadi di Los Angeles del 2028.

Un’accelerazione definita “significativa” da Nate Tibbit, senior VP per gli affari pubblici di Qualcomm, che ha dichiarato: “Il governo degli Stati Uniti è molto interessato ad accelerare la timeline del 6G. Ci ha chiesto di portare avanti la tecnologia in modo che possa essere lanciata nel 2029, con dispositivi pre-commerciali pronti per le Olimpiadi del 2028.”

La mossa americana si intreccia con l’iniziativa Mission LA 2028 e proietta la sfida 6G su un piano geopolitico. L’Europa, al contrario, appare più attendista e spesso appesantita da processi regolatori complessi. Questo squilibrio alimenta il timore che il Vecchio Continente possa faticare a tenere il ritmo, proprio mentre i grandi player – dagli operatori alle multinazionali del cloud – intensificano la cooperazione.

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