Abreu: "Tim Brasil non è in vendita" - CorCom

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Abreu: “Tim Brasil non è in vendita”

L’Ad della costola sud americana di Telecom Italia ribadisce: “Nessun procedimento formale o informale”. Allo stato operazione comunque impossibile: “Telefonica dovrebbe essere autorizzata a comprare ulteriori azioni con diritto di voto in Telco”

14 Ott 2013

F.Me.

Tim Brasil non è in vendita. Lo ha annunciato Rofrigo Abreu, Ad della compagnia brasiliana in un’intervista pubblicata sull’Estado de S. Paulo, negando le indiscrezioni secondo le quali la controllante Telecom Italia ha intenzione di vendere la propria quota del 67%. La vendita della controllata brasiliana è una delle opzioni che Telecom Italia sta valutando, secondo quanto riferito a Reuters da una fonte la scorsa settimana. Abreu ha dunque ribadito quanto già spiegato da Telecom Italia, ovvero che non c’è nessun processo di vendita in corso.

“L’azionista di controllo ha chiarito che non c’è un processo di vendita di Tim Brasil in corso, formalmente o informalmente”, ha detto Abreu, spiegando che “prima che la situazione di Tim possa cambiare, Telefonica deve ottenere il via libera all’acquisizione di ulteriori azioni con diritti di voto in Telco”, la holding che controlla Telecom Italia”.

“Per ora, non cambia nulla. Un ulteriore aumento necessiterà del via libera delle autorità italiane, brasiliane e argentine”, ha sottolineato. In Brasile Tim ha infatti come diretta rivale Telefonica.

In merito alla possibile vendita degli asset brasiliani per contrastare l’elevato livello di indebitamento, Abreu sottolinea che il gruppo tlc, “nonostante il debito, non ha problemi di liquidità, ha una generazione di flusso di cassa invidiabile e opzioni per migliorare la sua performance operativa. E ci sono diverse discussioni sul riequilibrio della struttura del capitale e la riduzione del debito di Telecom Italia, compresi gli aumenti di capitale”.

“L’interesse di Telecom per Tim Brasil è alto. La società è un asset importante nella strategia del gruppo, per la capacità di generare reddito”, ha dichiarato il numero uno di Tim Brasil, specificando che la posizione ufficiale di Telecom e’ che Tim e’ “assolutamente fondamentale” per il gruppo. “Ma questo”, si chiede il manager, “significa che la società non potrà mai essere venduta a nessun costo? Ovviamente, se qualcuno vuole pagare il doppio di quanto vale la tua auto, probabilmente vale la pena pensarci. E’ difficile commentare i rumor ma non è così difficile capire l’origine di questo tipo di notizie. Alcuni analisti bancari saltuariamente rilasciano relazioni sull’impatto della vendita di Tim, con diverse simulazioni: trasformare questo in una posizione formale della società è totalmente diverso”.

Anche il governo brasiliano non ha ancora ricevuto una comunicazione ufficiale in merito all’operazione TelefonicaTelecom Italia. Lo ha spiegato il ministro per le Comunicazioni Paulo Bernardo, aggiungendo che il governo aspetta questa comunicazione per analizzare l’impatto dell’operazione sul mercato brasiliano delle telecomunicazioni.
“Stiamo aspettando una comunicazione ufficiale. Informalmente abbiamo già delle informazioni a riguardo, ma finora nessuna comunicazione ufficiale al governo. Dal momento in cui riceveremo questa comunicazione, studieremo quali sono le alternative”, ha spiegato il ministro ai cronisti, a margine di un evento. Telefonica controlla Telefonica Brasil, che a sua volta controlla l’operatore Vivo, rivale di Tim Participaçoes.

Secondo gli analisti il futuro di Tim Brasil sarà determinante anche per quello di Telecom, dal punto di vista finanziario e industriale. Se Telecom riuscisse a portare a casa 10 miliardi per il 67% di Tim Part (holding di Tim Brasil), vorrebbe dire realizzare circa 9 volte l’Ebitda, il rapporto debito netto/Ebitda (2013) calerebbe da 2,8 a 1,9 volte e il sacrificio potrebbe perciò valere la pena. Ma, considerato che Tim Brasil è sostanzialmente libera da debito, cedere la quota ai prezzi di Borsa (5,8 miliardi) non migliorerebbe sostanzialmente il rapporto debito netto/Ebitda, al quale guardano le agenzie di rating nel formulare le loro valutazioni. Telecom incasserebbe una somma per ridurre il debito che veleggia intorno ai 40 miliardi, ma – d’altro canto – rinuncerebbe anche alla redditività del Brasile che, per quanto in rallentamento, è comunque ancora l’unica area di crescita insieme all’Argentina.