SPETTRO RADIO

Accesso in sharing per le frequenze italiane: via alla consultazione Agcom

Approvato dal Consiglio – relatore Antonio Nicita – l’avvio della valutazione dell’interesse del mercato nei confronti dell’introduzione del Licensed shared access. “In un contesto di risorse scarse serve individuare nuovi approcci per soddisfare la crescente domanda di traffico wireless”

Pubblicato il 11 Apr 2016

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Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Angelo M. Cardani, nella riunione odierna ha approvato, relatore il Commissario Antonio Nicita, l’avvio di una consultazione pubblica concernente la determinazione delle modalità di accesso condiviso allo spettro nella forma del “Licensed Shared Access” (LSA) o di meccanismi analoghi.

In un contesto di risorse scarse, in cui la maggior parte dello spettro radio utile risulta già impegnata, occorre individuare nuovi approcci per l’assegnazione e l’uso efficiente delle frequenze al fine di soddisfare la crescente domanda di traffico wireless, anche nella prospettiva del 5G, dell’Internet of Things e delle connessioni Machine to Machine. Tale necessità viene evidenziata anche in ambito comunitario, dove la politica in materia di spettro radio prevede che gli Stati membri adottino iniziative per aumentare la flessibilità e l’efficienza nell’utilizzazione delle frequenze radioelettriche, favorendo, in particolare, la condivisione dello spettro tra più utilizzatori.

A tal riguardo, in ambito nazionale ed europeo, con le istituzioni italiane Agcom e Ministero fra le più attive, sono state avviate numerose attività di analisi, studio e sperimentazione mirate a favorire l’implementazione di nuovi approcci per l’uso condiviso dello spettro. Tra i molti approcci considerati, quello del Licensed Shared Access (LSA) appare una delle soluzioni allo stato più promettenti poiché permette agli operatori di telecomunicazioni di avere accesso a risorse frequenziali già assegnate ma non pienamente utilizzate dai titolari delle frequenze, evitando problemi di spreco di risorse spettrali e liberando risorse per gli operatori la che vogliano sviluppare offerte di banda larga mobile.

In tale soluzione, diritti d’uso individuali di una porzione di spettro già assegnata ad un utilizzatore incumbent, possono essere rilasciati su base volontaria ad uno o più nuovi soggetti (c.d. licenziatari LSA) per l’utilizzo delle medesime risorse spettrali nel rispetto di condizioni di protezione condivise, anche eventualmente dinamiche negli usi. Il quadro complessivo delle regole di condivisione rappresenta il c.d. sharing framework che viene opportunamente identificato dal regolatore in modo da garantire un determinato livello di qualità di servizio ai licenziatari LSA salvaguardando al contempo le utilizzazioni esistenti.

Con il provvedimento odierno pertanto l’Autorità, primo regolatore europeo a lanciare una verifica sistemica sullo sharing LSA, intende valutare l’interesse del mercato nei confronti dell’introduzione di tali meccanismi di accesso condiviso allo spettro per lo sviluppo delle comunicazioni elettroniche, identificando e proponendo alla discussione i possibili scenari di applicazione, a partire da quelli sperimentabili su base volontaria, nonché le condizioni di impiego di tali soluzioni, al fine di valutarne la fattibilità e promuoverne l’utilizzo. La consultazione pubblica avrà una durata di 45 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del provvedimento sul sito web dell’Autorità.

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