L'APPELLO

Agcom, Cardani: “Governo e Parlamento facciano scelte sagge su nuovo Consiglio”

Il presidente dell’Authority: “Per avere una autorità indipendente presidente e consiglieri devono essere indipendenti”. E invita le istituzioni a “lavorare in fretta” al recepimento del Codice delle Comunicazioni elettroniche e auspica “massima semplificazione linguistica”

05 Mag 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

“Per avere una autorità indipendente bisogna comporre un consiglio – dal presidente ai consiglieri – tutto indipendente. Dipende dal governo e dal parlamento fare scelte sagge in termini di composizione del consiglio dell’Autorità Agcom“: questa la posizione del presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Angelo Marcello Cardani (qui la relazione del Presidente) espressa in occasione nell’audizione sul Ddl di delegazione europea davanti alla Commissione Politiche Ue del Senato.

Sul fronte del recepimento del Codice delle Comunicazioni elettroniche il presidente Cardani auspica “che la trasposizione del Codice avvenga nel massimo della semplificazione linguistica” e che “il Parlamento lavori in fretta in vista delle scadenze”.

“Il Codice per le comunicazioni elettroniche europeo, inserito nel disegno di legge per il recepimento delle direttive europee del 2019, garantisce l’indipendenza dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni ma cruciale rimane il ruolo dell’Autorità europea per la Regolamentazione delle Comunicazioni Elettroniche (Berec) come coordinatore europeo”, ha puntualizzato Cardani ricordando che “nel nuovo quadro il Berec è chiamato a dare attuazione a numerose disposizioni centrali nell’architettura del Codice; si pensi alle norme in tema di co-investimento, in tema di regolamentazione simmetrica, di fissazione della terminazione unica europea, su cui l’Organismo, istituito nella sua nuova veste nel dicembre 2018, sta già lavorando da oltre un anno; sarà pertanto fondamentale preservare gli attuali efficaci sistemi di cooperazione in seno al Berec, che vedono le Anr indipendenti sue componenti impegnate nell’assicurare il coordinamento con gli altri soggetti istituzionali eventualmente coinvolti, sulla base delle specifiche previsioni dei diversi ordinamenti nazionali”.

Tutela dei consumatori: lascia perplessi ampliamento competenze del Mise

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A tal proposito Cardani sottolinea che “lascia perplessi, in quanto in contrasto con il principio di stabilità delle competenze, il riferimento operato, all’interno della sezione dedicata alla relazione tecnica ad un possibile ampliamento dell’ambito di competenza del Ministero dello sviluppo economico, a ricomprendere attività relative alla tutela dei consumatori; Agcom è infatti, sin dalla sua istituzione, titolare di competenze esclusive di tutela degli utenti nella fruizione di servizi di comunicazione elettronica, compito delicato che richiede un elevato livello di specializzazione e che presenta peraltro evidenti sinergie con l’assolvimento degli altri compiti istituzionali del regolatore, chiamato ad intervenire ex ante nei mercati all’ingrosso delle comunicazioni elettroniche e a presidiare corrispondentemente i mercati al dettaglio, agendo ex post in risoluzione di controversie tra operatori e utenti”.

Diritto d’autore: individuare modalità di data-sharing

Riguardo alla disciplina della tutela del diritto d’autore, “l’attuale e rapida crescita del consumo a richiesta di contenuti rende indispensabile la messa a disposizione di informazioni puntuali relative alle audience delle singole opere”, sottolinea il presidente. “In un contesto caratterizzato dalla crescente frammentazione delle audience, l’operato di alcuni player internazionali dotati di potere economico sui diversi mercati nazionali della filiera produttiva, basato sulla disponibilità dei big data sull’utenza, potrebbe determinare le scelte editoriali e produttive e orientare i propri investimenti con logiche e previsioni basate sui dati disponibili delle visioni dei loro attuali prodotti. È pertanto indispensabile individuare delle modalità di data-sharing relative alle audience delle singole opere per ovviare a insanabili squilibri e asimmetrie informative e contrattuali tra le parti e distorsioni in termini di concorrenza”.

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