IL CASO

Agcom e Garante Privacy, slitta di nuovo il voto?

Secondo quanto risulta a CorCom potrebbero profilarsi due scenari: rinvio tecnico di pochi giorni oppure una dilazione a data da destinarsi se Conte dovesse confermare l’annunciata proroga dello stato di emergenza nazionale fino al 31 dicembre. È sul Garante Privacy che non si sarebbe ancora trovata la quadra. E di mezzo c’è anche la par condicio

10 Lug 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

La votazione in Parlamento per il rinnovo di Agcom e Garante Privacy potrebbe slittare ancora. Il calendario di Camera e Senato non è stato al momento modificato, quindi ad oggi resta valida la data del 14 luglio, ma secondo quanto risulta a CorCom si starebbe valutando un ulteriore rinvio – l’ennesimo dopo quelli degli scorsi mesi e il “blocco” dovuto al lockdown da Coronavirus. L’ipotesi più accreditata ad oggi è che si rimandi solo di qualche giorno – un “rinvio tecnico” è la motivazione che sta circolando – dovuto ad alcune indecisioni in merito alla presidenza del Garante Privacy.

Ma si profila anche un’altra ipotesi: se il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dovesse confermare lo stato di emergenza per la pandemia fino al 31 dicembre allora la votazione di Agcom e Garante Privacy potrebbe slittare a data da destinarsi. Anche perché il voto è strettamente connesso anche alla questione della par condicio che sta per scattare in vista delle elezioni regionali di settembre: se si dovesse votare ora, la nuova Agcom andrebbe ad insediarsi non prima di metà agosto e quindi gestirebbe solo per metà la par condicio. Una situazione anomala che insidia la decisione sul da farsi e che potrebbe rappresentare un ulteriore elemento per il rinvio del voto.

Riguardo al Garante Privacy secondo il regolamento è il membro eletto più anziano (fra i due votati della Camera e i due dal Senato) ad assumere in automatico la carica da Presidente. Ma a quanto risulta la Lega non vorrebbe mollare la presa su Ignazio La Russa (classe 1947) e dunque il centro-destra non sarebbe compatto. Il candidato favorito del centro sinistra è Pasquale Stanzione (classe 1945) gradito anche al centro destra. A quanto risulta La Russa potrebbe anche fare un passo indietro e quindi lasciare la possibilità di un voto per un candidato più giovane sparigliando completamente le carte.

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Per l’Agcom è salito in quota per la presidenza Giacomo Lasorella, attuale vice segretario generale della Camera che dovrebbe quindi avere la meglio sugli altri superfavoriti Roberto Chieppa, Vito Cozzoli e Roberto Garofoli. Riguardo ai commissari trovata la quadra: Antonio Giacomelli per il Pd, la dirigente del Mise Laura Aria per Forza Italia, la sociologa Elisa Giomi per i 5Stelle e la Lega starebbe puntando sull’avvocatessa e docente Ginevra Cerrina Feroni.

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