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Agcom, smentiti gli Olo: dall’unblundling impatto per 70 mln

In ambienti dell’Authority si precisa che la cifra di 1,1 mld stimata dagli alternativi “è infondata”. Intanto Deutsche Bank valuta i benefici per Telecom Italia: oltre 200 mln dal 2012

24 Set 2010

La cifra di 1,1 miliardi di euro relativa all’impatto della
manovra sull’unbundling, diffusa ieri dagli operatori alternativi
“è completamente priva di qualsivoglia fondamento”. E’
quanto emerge da ambienti dell’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni; l’ipotesi di adeguamento dei canoni – si osserva –
"è stata deliberata dall’Autorità in doverosa applicazione
del modello di costi raccomandato dalla Commissione
europea".

"La manovra Agcom si riferisce ad un arco temporale di tre
anni (2010-2012) e non al periodo retroattivo e ultrattivo assunto
dagli Olo (2009-2015) – riferiscono fonti dell'Authority -.
Dopo il 2012 i livelli di prezzo saranno soggetti ad una nuova
analisi di mercato, all’esito della quale verrà effettuata ogni
valutazione: qualunque speculazione oltre il periodo di validità
della manovra non ha perciò valore. Il calcolo inoltre considera
dati previsionali aleatori e include solo le poste in aumento,
omettendo l’impatto sul mercato delle sensibili riduzioni dei
prezzi di altri servizi di accesso (es. bitstream), decisi con lo
stesso provvedimento".

La stima corretta – secondo l’Autorità – è dunque di circa 70
milioni di euro nel triennio, quale saldo complessivo per il
mercato delle variazioni dei prezzi dei vari servizi (unbundling,
wholesale line rental e bitstream), a parità di linee.Peraltro,
gli eventuale aumenti per gli anni 2011 e 2012 saranno riconosciuti
solo dopo la verifica del miglioramento qualitativo della rete
Telecom , della riduzione del numero dei guasti e dei tempi di
attivazione dei servizi.

Lo schema di provvedimento è attualmente all’esame della
Commissione europea. “La decisione finale, che darà
pubblicamente conto degli impatti della manovra, verrà presa
pertanto, come gli operatori sanno bene, solo dopo il parere di
Bruxelles”, si ricorda.

Intanto Deutsche Bank valuta gli effetti dell'aumento
all'aumento delle tariffe unbundling pet Telecom. Secondo la
banca per l'operatore deriveranno benefici fino a 200 milioni
per Telecom Italia.

IDeutsche Bank osserva come l'incremento deciso sia leggermente
più basso di quanto richiesto dal gruppo (+7,7% nel 2011 e +11,7 %
nel 2012) con un impatto sul fatturato di 48 milioni di euro (+0,4%
Ebitda) che diventeranno 75-80 milioni nel 2012 (+0,7 %
Ebitda).

Questo aumento all'ingrosso – si legge in una nota
dell'istituto – dovrebbe tradursi in una crescita dei prezzi al
dettaglio con ulteriori benefici per il 2011 di 85-90 milioni di
euro e 125-130 milioni a partire dal 2011. In totale quindi, il
beneficio legato all'aumento  deciso dall'Autorità
ammonterebbe dal 2012 in poi a circa 204 milioni di euro. Alla luce
di questa nuova situazione Deutsche Bank ha fissato il price target
di Telecom Italia a 1,32 euro (la quotazione odierna è di circa
1,03 euro).