L’Aiip (Associazione italiana internet provider) si scaglia contro l’attuale campagna di riscossione del Canone unico patrimoniale (Cup) che colpisce su scala nazionale e indistintamente gli operatori del settore. Indistintamente è per l’associazione la parola chiave: il canone non distingue, afferma l’Aiip, tra il fatto che gli operatori occupino o no il suolo pubblico e, quindi, tra servizio attivo e passivo. Per l’associazione degli internet provider si tratta di un “nonsense” e di una “pesca a strascico”.
la protesta
Aiip contro il canone patrimoniale sui provider virtuali: “Distinguere tra servizio passivo e attivo”
L’occupazione del suolo pubblico viene richiesta anche agli operatori internet senza cavi propri. L’associazione: “Un’assurdità e una minaccia per le pmi”. L’appello al Mimit: “Urge una circolare chiarificatrice rivolta ai Comuni”
giornalista

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