Akamai: Internet, in Italia velocità in crescita del 25% - CorCom

AKAMAI

Akamai: Internet, in Italia velocità in crescita del 25%

Rapporto Akamai: la velocità di connessione raggiunge i 5,2 Mbps ma tra i paesi Emea il nostro Paese registra l’incremento minore (sotto il 10%). I Paesi europei guidano la classifica nell’adozione di indirizzi IPv6

23 Apr 2014

F.Me.

In Italia, la velocità media di connessione nel quarto trimestre 2013 raggiunge i 5,2 Mbps, più veloce del 25% rispetto allo stesso periodo del 2012. Il picco di velocità di connessione raggiunto in Italia è pari a 21,6 Mbps, maggiore dell’8,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del 19% rispetto al trimestre precedente. Tra i paesi Emea, l’Italia ha registrato il minor incremento, l’unico sotto il 10%. Lo rieva il rapporto Akamai sullo stato di Internet sul quatro trimestre 2013.

Nel periodo continua a crescere la velocità media di connessione globale, che con un incremento del 5,5% rispetto al trimestre precedente, si attesta intorno ai 3,8 Mbps. Nonostante questo incremento, metà dei Paesi tra i primi 10 nella velocità media di connessione, inclusi i primi quattro, hanno registrato un calo nominale rispetto al trimestre precedente, da un minimo del – 0,7% nei Paesi Bassi fino al – 6,7% in Lettonia.

I Paesi europei tra i primi 10 hanno registrato un impressionante aumento anno su anno nella velocità media di connessione. I Paesi Bassi, ad esempio, al terzo posto nella classifica mondiale, hanno registrato un +38% di incremento rispetto al quarto trimestre 2012, mentre la Svizzera, al quinto posto, ha registrato un incremento del 27%.

Il picco medio della velocità di connessione ha recuperato il lieve calo registrato nel terzo trimestre del 2013 con un impressionante aumento del 30%, raggiungendo i 23,2 Mbps nel quarto trimestre.

Diversi dati rilasciati durante il quarto trimestre del 2013 suggeriscono un futuro di forte miglioramento dei picchi di velocità media di connessione tra i paesi europei. In ottobre, il provider telco francese Iliad ha lanciato un servizio di rete da 1Gbps, mentre in novembre Swisscom ha annunciato l’offerta di un abbonamento a 1Gbps per oltre 650mila clienti privati. Entro il 2015, il governo finlandese prevede di migliorare la capacità di trasferimento di dati a livello internazionale grazie a un nuovo cavo ottico sottomarino da 100milioni di euro, che correrà direttamente dalla Germania alla Finlandia.

In Europa, l’adozione dell’high broadband (maggiore di 10 Mbps) continua la sua corsa, con i Paesi Bassi e la Svizzera a condurre la classifica con un tasso di adozione rispettivamente del 45% e 42%. I tassi di crescita trimestrali registrati nei paesi esaminati vanno da un +1% dei Paesi Bassi fino a un impressionante +30% registrato in Italia. A oggi il 4,9% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps, una crescita del 63% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una percentuale di crescita trimestre su trimestre a doppia cifra nei tassi di adozione è stata inoltre registrata in Svezia (+19%), Finlandia (+18%), Turchia (+14%) e Regno Unito (+11%).

Anno su anno, svariati Paesi europei hanno poi osservato incrementi significativi: Turchia (+234%), Irlanda (+178%), Francia (+144%), Spagna (+127%) e Belgio (+123%).

“Abbiamo raggiunto un traguardo importante nel miglioramento della velocità media di connessione”, afferma David Belson, autore del Rapporto sullo Stato di Internet di Akamai. “Il fatto che la velocità media di connessione dei Paesi della top ten è uguale o superiore alla soglia di adozione dell’high broadband – e ha continuato una forte crescita in Paesi come Sud Corea e Irlanda – è indicativo del progresso fatto nella penetrazione del broadband. E’ ragionevole aspettarsi che questo trend promettente continuerà a essere registrato nei report futuri”.

Akamai ha inoltre monitorare il traffico legato agli attacchi informatici e individuare sia i Paesi origine del maggior numero di attacchi sia le porte loro obiettivo. Nel trimestre in esame (Q4 2013), Akamai ha identificato 188 Paesi origine degli attacchi, tre volte il numero rilevato nel trimestre precedente. La Cina ha mantenuto la sua posizione di principale fonte di minaccia al mondo, con una crescita del numero di attacchi trimestre su trimestre dal 35 al 43%. Seguita da Stati Uniti al 19% (dall’11% registrato nel trimestre precedente) e Canada, cresciuto di 25 volte fino a raggiungere un +10% rispetto al trimestre precedente.

Rispetto al precedente, nel trimestre in esame, è sceso di oltre 2 punti percentuali il numero di attacchi provenienti dall’Europa che, in totale, ha generato l’11% degli attacchi osservati, 0,4% dei quali originati in Italia.

Focus anche sugli attacchi DDoS. Sebbene il numero degli attacchi DDoS sia sceso dai 318 del secondo trimestre ai 281 del terzo del 2013, questi sono cresciuti del 23% dal terzo al quarto trimestre (346). In totale, i clienti hanno riscontrato 1.153 attacchi DDoS nel 2013, 50% in più rispetto ai 768 del 2012. Durante il quarto trimestre 2013, sono stati rilevati in Europa un totale di 38 attacchi, con un leggero calo rispetto al trimestre precedente. In totale, l’Europa ha rappresentato il 14% (167) di tutti gli attacchi rilevati nel 2013. I settori enterprise e commerce continuano a essere i più bersagliati con rispettivamente 159 e 82 attacchi. Insieme, rappresentano quasi il 70% degli attacchi osservati durante il trimestre.


Secondo il report l’Europa rimane leader nell’adozione di Ipv6. Oltre 780 milioni di indirizzi Ipv4 unici in 238 Paesi si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform nel quarto trimestre 2013, quasi il 3% in più del trimestre precedente e il 10% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra i Paesi europei con il maggior numero di indirizzi IPv4 connessi alla Intelligent Platform, i cambiamenti registrati trimestre su trimestre vanno da un -1,6% del Regno Unito (in sesta posizione a livello globale) fino a un +3,3% dell’Italia, che permane in nona posizione nella top ten globale, assestandosi a poco meno di 20 milioni di indirizzi connessi.

Gli Stati Uniti e i Paesi europei analizzati continuano a guidare la classifica mondiale dell’adozione di indirizzi IPv6. Nella top ten globale figurano ben sette nazioni europee: Svizzera, Romania, Lussemburgo, Germania, Belgio, Francia e Irlanda.

Suk fronte mobile, il report ha registrato una velocità media di connessione mobile tra gli 8,9 Mbps (provider mobile russo RU-1) e i 0,6 Mbps (provider mobile Sud Africano ZA-1). Il picco è leggermente minore dei 9,5 Mbps registrati nel terzo trimestre 2013. In Italia esiste un divario di circa 1,7 Mbps tra il provider che offre la velocità di connessione mobile media maggiore (5 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (3,3 Mbps). Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 38,4 Mbps ai 21,5 Mbps.

In base ai dati raccolti da Akamai, durante il quarto trimestre 2013, circa il 35% delle richieste globali su reti cellulari connesse alla Akamai Intelligent Platform sono state originate da dispositivi che utilizzano l’Android Webkit, seguiti da Safari Mobile (29%). Se invece analizziamo tutti i network (non solo quelli cellulari), da Safari Mobile è giunto circa il 47% delle richieste e da Android Webkit circa il 32%. Secondo i dati raccolti da Ericsson, nel quarto trimestre 2013, il volume del traffico di dati mobile è cresciuto del 70% rispetto allo stesso periodo del 2012 e di circa il 15% dal terzo al quarto trimestre 2013.

Argomenti trattati

Approfondimenti

R
rapporto akamai