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All’Iran non piace Google. Via alla sospensione di Gmail

Secondo il Wall Street Journal l’agenzia per le Tlc di Teheran è in procinto di chiudere il servizio e di lanciare una di e-mail “nazionale”. Mountain View non conferma, ma precisa: “Abbiamo registrato un calo di traffico di posta elettronica nel Paese”

11 Feb 2010
Nel pieno delle violente celebrazioni del 31° anniversario della
Rivoluzione islamica il governo iraniano ha deciso di sospendere
definitivamente il servizio di posta elettronica Gmail di Google.
L’agenzia per le telecomunicazioni dell’Iran ha annunciato la
sospensione e il lancio di un servizio nazionale di posta
elettronica.  A riportare la notizia il sito Web del Wall Street
Journal.  

Google, pur non confermando la notizia ha tenuto a precisare sul
suo blog di aver registrato un forte calo del traffico email in
Iran. “Abbiamo sentito da utenti in Iran che avevano problemi
ad accedere a Gmail – ha detto un portavoce di Google alla
Reuters -. Possiamo confermare un forte calo del traffico, e
abbiamo controllato le nostre reti, che funzionano
correttamente”.

La scorsa estate coloro che contestavano l’esito delle elezioni
vinte da Ahmadinejad usavano proprio la rete e strumenti come
Twitter e Gmail per organizzare le manifestazioni.

Se il governo iraniano dovesse bloccare davvero l'uso di
Gmail sarebbe un’altra "grana" per Google – dopo
quella con il  governo cinese -,  grana che dimostra come sia
difficile far convivere un regime con gli strumenti aperti e
liberi, come sono quelli del Web.
Per ora né Teheren né Washington hanno rilasciato dichiarazioni
ufficiali in merito.