Almunia: "Google, il caso non è chiuso" - CorCom

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Almunia: “Google, il caso non è chiuso”

Nonostante lo storico patteggiamento tra l’Antitrust europeo e il motore di ricerca, il Commissario alla concorrenza dichiara “preoccupanti” una serie di elementi. Fra gli altri l’ottimizzazione fiscale, la raccolta dei dati personali e l’uso della proprietà intellettuale altrui

21 Feb 2014

Patrizia Licata

Molti aspetti del comportamento di Google sono “preoccupanti” e l’Europa deve ancora prendere una decisione definitiva sul patteggiamento negoziato col colosso americano sulla sua attività di ricerca Internet. Lo ha dichiarato il commissario alla concorrenza Joaquin Almunia.

“Oltre alle norme sulla concorrenza, ci sono altri aspetti del comportamento di Google che possono dare adito a timori”, ha detto Almunia, le cui dichiarazioni sono state riprese dal Dow Jones. “L’ottimizzazione fiscale, la raccolta dei dati personali e l’uso della proprietà intellettuale altrui sono solo alcune delle questioni che dovrebbero essere esaminate dalle autorità pubbliche”.

All’inizio del mese il commissario ha annunciato un accordo storico con il motore di ricerca per affrontare la questione del possibile abuso da parte di Google della sua posizione dominante nelle ricerche online in Europa, dove lo share di Big G supera il 90%. Ad Almunia è stato chiesto poi di comparire di fronte a un comitato speciale del Parlamento europeo per illustrare meglio l’accordo negoziato dalla Commissione col colosso americano.

“Esigere impegni e renderli realmente vincolanti, come fa spesso la Commissione, non equivale a chiudere un caso”, ha chiarito Almunia. “Se gli impegni vengono accettati, il comportamento di Google sarà invece esaminato costantemente dalla Commissione per l’intera durata del patteggiamento”.

Almunia ha aggiunto di essere consapevole che esistono anche problemi relativi a Google News, come indicato dagli editori, ma le attuali leggi sulla concorrenza non sono lo strumento in grado di correggere le distorsioni createsi. “Gli editori possono rifiutarsi di far pubblicare certe parti dei loro contenuti su Google News, pur lasciando che compaiano come risultati di ricerca”, ha spiegato.

Separatamente, l’Antitrust europeo sta esaminando le condizioni imposte da Google ai produttori di smartphone per capire se l’azienda abbia abusato della sua posizione dominante con il sistema operativo Android.