Antitrust, blitz in aziende di consumer electronics - CorCom

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Antitrust, blitz in aziende di consumer electronics

Ispezioni a sorpresa per conto della Commissione Ue in alcune società sospettate di aver ostacolato la vendita online di prodotti elettronici

06 Dic 2013

Patrizia Licata

Ispezioni a sorpresa per un gruppo di aziende europee dell’elettronica di consumo, che non avrebbero rispettato le norme antitrust e attuato restrizioni alle vendite online con conseguente possibile aumento dei prezzi e riduzione della disponibilità dei prodotti: la Commissione europea ha confermato oggi che il 3 dicembre alcuni suoi funzionari hanno iniziato una serie di perquisizioni non annunciate presso le sedi di aziende attive in diversi Stati Ue nell’ambito della produzione, distribuzione e vendita di prodotti di elettronica di consumo e piccoli elettrodomestici.

La Commissione ha organizzato questi “blitz” nel timore che queste aziende possano aver violato le norme antitrust dell’Ue che proibiscono accordi anticoncorrenziali o pratiche concertate (in base all’Articolo 101 del Tfeu, Trattato sul funzionamento dell’Unione europea).

In queste ispezioni, i funzionari della Commissione sono stati accompagnati dalle loro controparti delle autorità nazionali che vigilano sulla concorrenza.

La Commissione europea fa sapere di avere motivo di sospettare che le aziende soggette alle perquisizioni possano aver attuato restrizioni sulle vendite online di prodotti di elettronica di consumo e piccoli elettrodomestici. Queste presunte restrizioni, che ora l’Ue cercherà di dimostrare, potrebbero portare a prezzi al consumo più alti o alla non disponibilità dei prodotti su alcuni canali di vendita online.

Le ispezioni a sorpresa sono il primo passo delle indagini che l’Europa conduce quando sospetta pratiche anticoncorrenziali. Il fatto che la Commmissione effettui tali ispezioni non significa che le aziende soggette ai “blitz” siano colpevoli di comportamenti anticoncorrenziali: la misura è preliminare e le aziende naturalmente hanno il diritto di difendere la loro posizione. Al momento i nomi delle aziende coinvolte non sono stati resi noti.

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