Arnaud De Puyfontaine alla presidenza di Telecom - CorCom

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Arnaud De Puyfontaine alla presidenza di Telecom

Il cda nomina il ceo di Vivendi al posto di Giuseppe Recchi che diventa vicepresidente. “Nostro progetto ambizioso e di lungo periodo per il bene della compagnia”

01 Giu 2017

F.Me

Arnaud de Puyfontaine, Ad di Vivendi, il gruppo francese principale azionista di Telecom Italia, è stato nominato presidente della compagnia italiana. Il manager è stato nominato dal board di Telecom, durato circa tre ore di riunione. Giuseppe Recchi è stato nominato vicepresidente.

Arnaud de Puyfontaine continuerà ad essere il ceo di Vivendi, spiega una nota della media company che si rallegra per la nomina.

“Sono felice e onorato di essere stato nominato presidente esecutivo di Telecom Italia – dice De Puyfontaine – So che si tratta di un impegno che mi assorbirà a fondo, ma so anche di poter contare sull’aiuto di un team di persone e di collaboratori di primissimo piano e di altissimo livello professionale. In particolare Giuseppe Recchi e Flavio Cattaneo che ringrazio personalmente Colgo questa occasione per ribadire che l’impegno e dell’azionista che rappresento, Vivendi, è sul lungo periodo, per il bene di Telecom Italia. Il nostro progetto di sviluppo è ambizioso e nell’interesse di tutti gli azionisti”, ha aggiunto il neo presidente lasciando la sede della società. Il nuovo motto d’ora in avanti sara’: #timavantitutta! Buon 2 giugno a tutti”.

“Al presidente esecutivo sono stati confermati responsabilità e poteri già in essere, con l’eccezione della supervisione in materia di security e sulla società TI Sparkle. Al Vice Presidente sono attribuite le funzioni vicarie”, si legge in una nota Telecom.

Sono attribuiti, in sintesi, oltre ai poteri e alle responsabilità di legge e Statuto: l’identificazione delle linee guida dello sviluppo del gruppo, d’intesa con l’Ad, e la supervisione dell’elaborazione e della realizzazione dei piani strategici, industriali e finanziari; la supervisione della definizione degli assetti organizzativi, dell’andamento economico e finanziario, del processo di definizione delle linee guida del sistema di controllo interno e gestione dei rischi; la responsabilità organizzativa di diversi ambiti (Legal affairs, Institutional communication, Public affairs, Brand strategy and media e Corporate shared value); il governo della Fondazione Tim; la supervisione in materia di security; e la rappresentanza del gruppo nei rapporti esterni con le autorità, le istituzioni e gli investitori”.

Il cda ha inoltre proceduto alla costituzione dei Comitati, con i compiti e le responsabilità previsti dai Principi di Autodisciplina della Società. Nel Comitato Strategico siedono Presidente del Consiglio di Amministrazione, Amministratore Delegato, Consiglieri Franco Bernabè, Dario Frigerio e Giuseppe Recchi;

Nel Comitato per il controllo e i rischi figurano i Consiglieri Lucia Calvosa, Francesca Cornelli, Frédéric Crépin, Félicité Herzog e Marella Moretti;

I Consiglieri Ferruccio Borsani, Frédéric Crépin, Anna Jones, Hervé Philippe e Danilo Vivarelli sono nel Comitato per le nomine e la remunerazione.

Il Consiglio di Amministrazioneprovveduto a nominare Lead Independent Director il Consigliere Franco Bernabè per l’esercizio 2017.

Infine è stato rivisto e ampliato su base volontaria, acquisito il parere favorevole dei Consiglieri indipendenti, l’ambito di applicazione della Procedura per l’effettuazione di operazioni con parti correlate in vigore, sostituendo la clausola con cui in data 3 maggio 2017 aveva proceduto a un primo ampliamento, e decidendo di equiparare totalmente il socio di riferimento Vivendi a una società controllante, ai fini dell’individuazione del perimetro delle parti correlate di Tim.

Lasciando la sede Giuseppe Recchi non ha risposto alle domande sulla presidenza. “L’azienda va a tutto vapore, come sempre, io sono contento” è l’unico commento rilasciato dal manager prima di salire in macchina.

Il verdetto Ue sul controllo di fatto di Vivendi su Telecom che ha espresso un ok condizionato al controllo di fatto su Telecom da parte della media company, subordinandolo alla cessione di Persidera , ha spianato la strada alla nomina del manager francese.

De Puyfontaine dovrebbe così gestire in prima persona il dossier Persidera, di cui Tim detiene il 70%, la cui cessione deve comunque passare dal consiglio di amministrazione. Per la telco, ma anche per il gruppo Gedi (ex Gruppo L’Espresso, titolare del restante 30% dell’operatore di rete), i mux per il digitale terrestre non sono considerati strategici ed entrambi, spiega MF, sono più interessati alla valorizzazione. Conti alla mano, per evitare a Telecom delle minusvalenze la cessione dovrebbe avvenire a una cifra non inferiore di 137,6 milioni di euro, che è il valore di carico in bilancio dopo la svalutazione avvenuta due anni fa. Nell’ipotesi di vendita, il gruppo Gedi è tutelato contrattualmente da un accordo di “patto di trascinamento”, per cui il socio di minoranza ha diritto a vendere allo stesso prezzo che eventualmente spunterà Telecom Italia. La telco aveva provato, senza successo, a vendere i mux e ora ci riproverà.

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