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Asta Lte, Pd: un terzo dei proventi al Piano banda larga

Nell’ordine del giorno presentato dal senatore Pd Vimercati al ddl Stabilità si prevede che il 30% degli incassi della gara vadano al piano anti-digital divide. In linea con gli obiettivi dell’Agenda digitale europea 2020

03 Dic 2010

Un terzo dei proventi della gara Lte al Piano nazionale per la
banda larga italiana. Lo propone un ordine del giorno alla legge di
stabilità finanziaria presentato dal senatore Luigi Vimercati
(Pd), ricordando che la misura è in linea con gli obiettivi
dell'Agenda digitale europea 2020. L’emendamento e
l'ordine del giorno presentati dal Pd, che verranno discussi in
Aula in occasione della dibattito sulla legge di stabilità
finanziaria previsto per la prossima settimana, sono finalizzati a
ripristinare i fondi destinati alle infrastrutture a banda larga e
“rilanciare il processo di digitalizzazione del Paese,
aumentandone la competitività e mantenendo l’Italia in linea con
le raccomandazioni europee in materia di società
dell'informazione”.

La necessità di destinare parte dei proventi della gara per le
radiofrequenze è stata ribadita anche dal commissario Eu Neelie
Kroes, ricorda il senatore Pd, “sia nel corso dell'audizione
in VIII Commissione Senato che negli incontri con il Ministro dello
Sviluppo Economico Romani”.

Inoltre, la destinazione dei fondi alla lotta al digital divide è
tanto più importante alla luce della delibera approvata dal Cipe
lo scorso 26 novembre 2010, che ha tagliato definitivamente le
risorse per la costruzione delle infrastrutture a banda larga.

L'Italia, si ricorda nell’emendamento, presenta tassi di
diffusione della banda larga tra i più bassi in Europa, e circa
l'8% della popolazione versa ancora in condizioni di digital
divide. Le zone ancora non coperte da servizi a banda larga sono
aree a fallimento di mercato, in cui gli operatori non sono
incentivati ad investire per via della scarsa remuneratività
dovuta agli alti costi di copertura e agli scarsi ritorni
economici.

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