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AT&T-Time Warner, ora Trump apre alla fusione: “Vediamo le carte”

Alla vigilia dell’insediamento, il presidente eletto Usa abbandona le ostilità nei confronti del progetto di merger che riteneva “un rischio per la democrazia”. La svolta potrebbe preludere all’apertura di negoziati

19 Gen 2017

Donald Trump fa marcia indietro sulla fusione At&T-Time Warner. Dopo la chiara bocciatura del piano di maxi-merger da 85.4 miliardi di dollari, ieri in un’intervista il presidente eletto ha dichiarato di non aver ancora gli elementi per una valutazione. “In passato ho dichiarato che si tratta di un accordo troppo grande per poter mantenere competitivà. Ma ancora non ho ancora visto niente: sono sicuro che i termini verranno presentati a me e al governo”.

Durante la campagna presidenziale di ottobre Trump – che si insedia domani come presidente Usa – aveva detto inequivocabilmente che si sarebbe opposto alla fusione perché “avrebbe consegnato troppo potere ai media più forti”. “Un deal che non approveremo, durante la nostra amministrazione, perché non può esserci troppa concentrazione di potere nelle mani di pochi. Operazioni come queste rischiano di distruggere la democrazia”.

Ma ora che Trump sta per insediarsi molti a Washington registrano una sua apertura nei confronti del merger. La scorsa settimana Trump ha incontrato il ceo di At&T Randall Stephenson che aveva poi riferito che non era stato affrontato il tema del merger.

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