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FESTIVAL DEL CINEMA

Audiovisivo, Giacomelli: “Revisione della direttiva Ue”

Il sottosegretario alle Comunicazioni alla conferenza internazionale dell’Auditorium: “Stabilire regole che consentano concorrenza e competitività tutelando gli utenti”

24 Ott 2014

A.S.

“Condividiamo l’obiettivo di realizzare un mercato unico europeo, ma dobbiamo anche essere assertori dell’idea che l’Europa non possa definirsi solo come mercato, ma debba trovare un protagonismo culturale e sapersi misurare anche sui terreni delle nuove piattaforme”. Lo ha detto Antonello Giacomelli, sottosegretario al Mise con delega alle Comunicazioni, aprendo i lavori nella seconda e ultima giornata della Conferenza Internazionale “Audiovisual Market and regulation – An industry at a crossroads”, organizzata al Festival Internazionale del Film di Roma dal Mibact-Dg Cinema, in occasione della Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

“Va sostenuto un approccio multistakeholder – ha proseguito Giacomelli – E’ importante che i governi europei facciano il proprio trovando anche un linguaggio comune. La rete è un’opportunità, non una minaccia ma una possibilità, non dobbiamo rassegnarci all’idea che parli solo il linguaggio americano, tocca a noi fare in modo non sia così”.

“E’ un settore in trasformazione – ha detto ancora Giacomelli – La presidenza italiana ritiene sia necessaria una revisione profonda della direttiva sui servizi audiovisivi. E’ necessario stabilire regole che consentano concorrenza e competitività, modernizzare la legge sul copyright e assicurare un livello alto di protezione dei minori su tutte le piattaforme. Stiamo acquisendo la consapevolezza che non più il prodotto ma il consumatore è il re, che sceglie come e dove usufruirne”.
Il sottosegretario si è soffermato anche sui nuovi strumenti pubblicitari online, come i cookies, e del modo in cui scardinano il rapporto tradizionale fra editori e consumatori, con conseguenze sulla privacy: “Lo spostamento di risorse deve determinare anche un meccanismo di nuovi doveri e responsabilità. Come presidenza italiana del consiglio d’Europa sosteniamo l’eccezione culturale, ma serve anche una risposta all’altezza della sfida maturata insieme dall’industria dell’audiovisivo e la Comunità europea. Certo è giusto coinvolgere gli over top rispetto alle quote di produzione e distribuzione di produzioni europee e serve un’armonizzazione delle regole fiscali e normative, ma servono anche nuove strategie di consumo e promozione”.

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