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L’INTERVISTA

Traffico dati, a quanto si “viaggia”? E la rete quanto è affidabile? A firma di Tim un brevetto unico al mondo

Marcatura alternata: questo il nome della tecnologia che per la prima volta è in grado di monitorare in real time il traffico dati e i verificare lo stato dei network. Enrico Maria Bagnasco: “Velocità e latenza sempre più alla base di applicazioni mission critical per utenti e aziende, dall’automotive all’industria 4.0.”

26 Feb 2018

Antonello Salerno

Che si tratti di fruire in un film in 4K o di assicurare il corretto funzionamento delle reti per l’Internet of things, di applicazioni per l’industria 4.0 o di soluzioni per le smart city, la qualità e la continuità delle prestazioni del traffico dati sulla rete fissa e mobile sono un presupposto fondamentale per la realizzazione di nuovi servizi. “In ambito consumer nessuno sarebbe disposto a vedere un film in alta definizione o un evento sportivo se si interrompesse continuamente, mentre in ambito business disservizi nelle auto connessi  o nell’industrial IoT avrebbero ricadute estremante pesanti – spiega in un’intervista a CorCom Enrico Maria Bagnasco, responsabile innovation di Tim – Per questo è sempre più importante poter monitorare la rete e le sue prestazioni in tempo reale, riuscendo a porre rimedio ogni volta che si presentano criticità. E’ uno degli ambiti in cui si stanno impegnando i nostri laboratori di ricerca e sviluppo con le Packet network performance montoring technologies, che hanno ormai registrato una decina di brevetti che stanno suscitando l’interesse del mercato su scala globale”.

L’ultima licenza in ordine di tempo è quella della “marcatura alternata” del traffico di dati scambiato sulle reti internet IP, interamente ideata, brevettata e sviluppata in Tim.

Bagnasco, qual è l’importanza di questo nuovo brevetto?

Enrico Maria Bagnasco

La marcatura alternata è oggi un punto di riferimento per tutti gli operatori e i costruttori di apparati di comunicazione fissi e mobili, dal momento che è stata adottata dall’Internet engineering task force, organismo di riferimento per la standardizzazione di Internet, come uno dei requisiti per ottenere la loro certificazione. Stiamo assistendo a una crescita continua, quasi al raddoppio anno su anno, del traffico dati su reti fisse e mobili, con una serie di applicazioni che hanno una necessità sempre più stingente di affidabilità, prestazioni e qualità della rete. Ne consegue che il monitoraggio della qualità del network è sempre più importante. Con la marcatura alternata siamo in grado di misurare la performace end to end del traffico utente effettivo. Lo standard tra l’altro è già applicato alla rete 4G / Lte di Tim e i brevetti Tim che lo abilitano sono stati già acquisiti in licenza da importanti player internazionali”.

Cosa rende la marcatura alternata più efficiente delle tecnologie già esistenti?

E’ una tecnologia che supera quelle tradizionali legate alla misurazione indiretta del traffico di rete attraverso i ping, ovvero i flussi artificiali di dati che possono soltanto imitare il comportamento del traffico internet reale. Si tratta di una innovazione che sarà utile anche in vista del 5G, perché potrà essere adattata anche al traffico dati che viaggerà sulla rete di quinta generazione.

Su quali ambiti si sta concentrando oggi la vostra attività di ricerca e sviluppo?

Tim è la prima azienda in Italia, e tra le aziende leader nel mondo, per la ricerca e sviluppo e per numero di brevetti nella tecnologia ultrabroadband mobile. Il nostro patrimonio brevettuale a fine 2017 è di 3.176 brevetti, tra quelli concessi e le domande depositate, con un focus sulle soluzioni di rete e servizio, fra cui la rete di accesso radio e in particolare la gestione delle risorse radio. Con il tempo abbiamo esteso l’attività seguendo le tematiche di frontiera che si sono via via aggiornate. Oggi tra i temi più rilevanti ci sono quelli legati alle nuove tecnologie radio 5G, come il massive Mimo: un’antenna che oggi è costruita con un singolo corpo radiante in futuro sarà costituita da una matrice di corpi radianti, per consentire alla stazione radiobase 5G di riprodurre un fascio dedicato e dinamico per ogni telefono connesso. Dietro a tutto questo c’è molta nuova tecnologia, con algoritmi per ottimizzare un processo molto oneroso dal punto di vista del calcolo. Un ulteriore ambito è il network slicing, con la possibilità che su un’unica infrastruttura di rete 5G si riescano a realizzare delle “fette” dedicate a seconda dei requisiti richiesti dai singoli servizi, come se a ognuno fosse dedicata una rete ad hoc. Rimane inoltre interessante il mondo del multimedia, dove le nuove generazioni di servizi non puntano più semplicemente a una migliore definizione, ma su nuove soluzioni immersive per la realtà aumentata e la realtà virtuale, dove il tema è miscelare contenuti reali e sintetici. E’ un settore su cui registriamo un push molto forte, al pari dell’intelligenza artificiale applicata alla gestione delle reti. Queste generano infatti una enorme quantità di dati: correlarli e renderli fruibili in un insieme di allarmi e indicatori rilevanti è ormai possibile soltanto con sistemi autoapprendimento e di machine learning.   

Antonello Salerno

Professionista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all'Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un'agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, su CorCom, nel 2013. Mi muovo su tutti i campi dell'economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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