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Banda larga, la Ue dice sì agli aiuti di Stato in Lombardia

Bruxelles ha approvato il finanziamento di una rete a velocità minima di 2 Mbps nelle aree marginali. La Kroes: “Investire nel broadband può contribuire ad affrontare la crisi economica e a favorire la crescita”

08 Feb 2010

L’Europa dice sì al piano anti-digital divide italiano.  La
Commissione europea ha
approvato
il finanziamento di una rete per colmare il divario
digitale nella regione Lombardia in rispetto delle
linee guida
per lo sviluppo del broadband che prevedono aiuti
pubblici per i programmi anti-digital gap.
"In Italia – spiegano da Bruxelles in una nota – come avviene
in altri Stati dell'Unione europea, i servizi avanzati a banda
larga sono disponibili agli abitanti e alle imprese delle zone più
densamente popolate, mentre l'infrastruttura a banda larga è
inadeguata o del tutto inesistente nelle aree rurali, di montagna e
nelle zone geograficamente svantaggiate". Aree in market
failure dove gli operatori di settore non interessati ad investire
e dove cittadini e imprese non hanno possibilità di accedere alla
banda larga.

“Il regime italiano punta a introdurre la connettività a banda
larga di velocità minima di 2 Mbps per almeno il 90% della
popolazione nelle aree non servite della Lombardia – prosegue la
nota -. Con una gara pubblica, le autorità italiane prevedono di
ricevere un'offerta che, combinando diverse piattaforme
tecnologiche, sia in grado di ottenere una copertura di banda larga
per quasi il 100% della popolazione residente nelle aree
isolate".

La Commissione ha apprezzato il fatto che il finanziamento pubblico
sarà disponibile solo per condotti adeguati al passaggio di
molteplici fibre, ai quali tutti gli operatori interessati avranno
libero accesso, senza limiti di tempo. I fondi inoltre saranno
utilizzati solo laddove gli investitori privati non investirebbero
a condizioni di mercato, e sarà erogato "unicamente"
dopo l'espletamento di una gara pubblica. Infine un accesso
all'ingrosso, aperto e non discriminante, permetterà a vari
provider di servizi a banda larga di offrire servizi competitivi
sulle nuove reti.

Secondo Nelie Kroes, commissario designato alla Digital Agenda
“investire nella banda larga può contribuire ad affrontare la
crisi economica e a favorire la crescita economica".
“Mi compiaccio – prosegue la Kroes – della buona collaborazione
avuta con le autorità italiane per elaborare un regime di aiuti
ben mirato, che contribuirà al raggiungimento di questi obiettivi
e alla riduzione del divario digitale, senza escludere gli
investimenti privati o falsare indebitamente la
concorrenza".

Il "placet" di Bruxelles fa seguito a quelli dati ai
piani anti-digital divide di Francia, Slovenia, Uk, Irlanda Cipro,
Spagna, Finlandia e Germania.