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Banda larga mobile oltre il 90% nell’Ocse, Italia sotto la media

Il Giappone strappa il primato alla Finlandia con 176 milioni di utenti pari a un tasso di penetrazione del 139%. Ma sono già a quota 9 i Paesi che superano il tetto del 100%. Incremento di 117 milioni di utenti rispetto al 2014. Nel fisso la fibra cresce, ma il Dsl resta la tecnologia dominante

Pubblicato il 04 Ago 2016

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La banda larga mobile continua a crescere nei paesi Ocse, dove la penetrazione si attesta 90,3% alla fine del 2015, come svelano le statistiche pubblicate dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Nei 35 paesi Ocse, che insieme totalizzano una popolazione di 1,27 miliardi di persone, si contano 1,15 miliardi di subscription al mobile broadband a fine anno scorso. Ciò rappresenta un incremento di 117 milioni di utenti rispetto al 2014, quando la penetrazione si fermava all’81,6%.

Nel ranking Ocse per il mobile il Giappone si colloca al numero uno, superando la precedente leader, la Finlandia. Il paese del Sol Levante conta infatti 176 milioni di subscriptions, pari a un tasso di penetrazione del 138,8%, contro i 7,4 milioni di utenti mobili finlandesi, pari a una penetrazione del 135,4%. La Svezia è terza in classifica, a una certa distanza, con una penetrazione del mobile broadband del 120,8%.

Nove paesi superano il 100% di utenze attive: gli altri, oltre ai tre citati, sono, nell’ordine: Stati Uniti, Danimarca, Australia, Estonia, Nuova Zelanda e Corea del Sud. Altri quattro – Norvegia, Svizzera, Irlanda, Islanda – sono sopra la media Ocse; il Regno Unito è in linea con la media. E l’Italia? Lievemente sotto: i primi tre paesi che si collocano sotto la quota media del 90,3% di penetrazione mobile sono, nell’ordine, Spagna, Lussemburgo e Italia (circa 83%).

L’Ocse ha pubblicato anche le statistiche sulla banda larga fissa. Le subscriptions hanno raggiunto quota 371 milioni alla fine di dicembre contro 356 milioni a fine 2014 e rappresentano un tasso di penetrazione del 29%. Il 45,6% delle connessioni è via Dsl, il 19,4% su fibra (in crescita del 16,2% in un anno), il 32% via cavo.

Nel broadband fisso è la Svizzera a guidare la classifica con una penetrazione del 51,9%, seguita da Danimarca (42,4%) e Olanda (41,3%); l’Italia stavolta è in fondo, trentesima su trentacinque, con un tasso del 24,5% (di cui Dsl 21,1% e fibra 0,6%).

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