Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Banda larga, si rafforza l’asse Europa-Brasile

Al summit EuBrasil di Bruxelles presentato un dettagliato report sulle sfide Ict che vedono protagonisti i due Paesi. Valladao: “Rafforzare gli investimenti”

23 Set 2010

Sia il Brasile che l’Ue hanno messo a punto piani ambiziosi per
lo sviluppo della banda larga, ma con approcci diversi. In Europa
è la velocità di connessione a catalizzare gran parte del
dibattito politico, mentre il Brasile si concentra soprattutto
sulla sulla possibilità di raggiungere il maggior numero possibile
di utenti garantendo un costo di connessione accessibile.

E’ quanto si legge nell’ultimo report pubblicato
da Cullen International ed EUBrasil, l’associazione no-profit
che si occupa di favorire lo sviluppo di legami commerciali e
culturali tra Unione europea e Brasile, presentato in occasione del
Seminario EuBrasil sul Dialogo Europa-Brasile sulla Società
dell'Informazione e Media, organizzato al Parlamento europeo in
collaborazione con Businesseurope, l'associazione che
rappresenta l'industria europea, la Cni la voce
dell'industria brasiliana, con le due maggiori associazioni di
settore europee DigitalEurope ed Etno e con la più nota società
di consulenza del settore Cullen International.

Obiettivo del Brasile è più che triplicare la penetrazione della
banda larga entro il 2014, collegando 40 milioni di famiglie. Anche
la Digital Agenda dell’Ue ha fissato dei target per il broadband,
tra cui portare accesso alla connettività di base a tutti gli
europei entro il 2013, la banda larga ad almeno 30 Mbps a tutti
entro il 2020, e a 100 Mbps per la metà dei cittadini Ue per la
stessa data. La Commissione stima che l’investimento necessario
potrebbe arrivare a 270 miliardi di euro, la maggior parte dei
quali dovrà essere fornita dal settore privato.

Secondo Elena Scaramuzzi di Cullen International, “L’approccio
adottato dalla Commissione dimostra che uno dei problemi
fondamentali in Ue è come stimolare gli investimenti privati
assicurando al tempo stesso la concorrenza. Il Brasile, invece,
sembra più concentrato sul far salire i livelli di adozione della
banda larga. In Brasile si discute molto anche del ruolo che dovrà
assumere l’ex monopolista di Stato Telebras all’interno del
piano nazionale per la banda larga”.

Alfredo Valladao, membro del cda e presidente dell’advisory board
di EUBrasil, commenta: “La crescita eccezionale del Brasile
attrae sempre maggiore interesse dall’estero, anche
dall’Europa. Il Brasile è diventato uno dei principali player
mondiali sia a livello politico che economico. Siamo convinti che
anche l’interesse da parte del Brasile a investire in Europa
possa rafforzarsi”.

Lo studio di Cullen International-EUBrasil verrà presentato nel
corso di un seminario sul Dialogo Ict tra Brasile e Europa
organizzato dall’associazione EUBrasil per il 22 settembre al
Parlamento europeo. Il report traccia un quadro comparativo
dell’ambiente Ict di Brasile e Europa: “L’intenzione non è
di fissare delle conclusioni o dare raccomandazioni, ma di
stimolare il dibattito sui temi-chiave”, spiega Fabio Colasanti,
membro del board di EUBrasil. “Siamo convinti che un’analisi
obiettiva e un dibattito aperto siano l’approccio migliore per un
dialogo costruttivo”.